
È tanta la solidarietà dimostrata dalla popolazione ticinese a seguito del caso del 12enne malato di tumore, a cui la cassa malati aveva negato, in un primo momento, il rimborso del farmaco anti recidiva. L'associazione "Quii da la cursa" è riuscita a raccogliere in pochi giorni un totale di 40mila franchi, che saranno devoluti ad organizzazioni che si occupano del sostegno volontario alle famiglie: 10mila franchi vanno all'associazione Alessia (che contribuisce alle spese di cura a genitori che hanno figli fuori Cantone), 10mila franchi alla Lega contro il cancro (in particolare per il fondo bambini) e 10mila franchi alla Fondazione Elisa (che aiuta con contributi finanziari a chi ha un figlio malato). 3000 franchi simbolo saranno devoluti alla famiglia del bambino, mentre i restanti 7000 franchi restano all'associazione, che li metterà a disposizione del reparto di oncologia pediatrica in caso di bisogno.
In totale sono oltre 500 le persone e anche qualche azienda che hanno fatto delle donazioni. Tra queste c'è chi ha messo da parte i propri risparmi, come una giovane ragazza che ha donato 3,44 euro; oppure un giovane disoccupato, che ha dovuto attendere la fine del mese per poter dare il suo contributo. O anche la signora anziana che ha spedito una cartolina di 20 franchi, non riuscendo a pagare con l'e-banking.
Durante la conferenza stampa odierna gli organizzatori hanno voluto mettere in evidenza questo Ticino solidale, ma anche lodare il grande lavoro svolto dietro le quinte da numerose organizzazioni che si occupano del sostegno alle famiglie toccate da vicende come il ragazzo di 12 anni.
"La storia ha dato il là per portare un cambiamento a livello normativo. È necessario che la legislazione svizzera si adegui per garantire le migliori cure oncologiche" ha voluto sottolineare il dottor Pierluigi Brazzola, medico curante del 12enne.
Maggiori dettagli questa sera alle 18.45 nel Tg di TeleTicino
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