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"Bimbo con il cancro, si crei un fondo d'aiuto per i casi rari"
"Bimbo con il cancro, si crei un fondo d'aiuto per i casi rari"
"Bimbo con il cancro, si crei un fondo d'aiuto per i casi rari"
Redazione
8 anni fa
La deputata Plr Maristella Polli propone un fondo d'aiuto per aiutare finanziariamente le persone con particolari malattie

Il caso del ragazzo affetto da cancro con la Cassa malati che si rifiuta di pagargli i farmaci che terrebbero sotto controllo la sua malattia sta facendo molto discutere. Per la granconsigliera PLRT Maristella Polli l'idea di costituire un fondo d'aiuto per i casi rari potrebbe essere una soluzione concreta da valutare per il futuro."Uno dei tre medicinali - spiega la deputata - proposti dal suo medico, che aiuterebbero il ragazzo a tenere sotto controllo il sarcoma che purtroppo lo affligge è di provenienza tedesca (Germania). Come letto sui giornali costerebbe 3000 franchi, soldi che la famiglia faticherebbe a versare anche se i due genitori lavorano per potersi mantenere. La mamma ha problemi non indifferenti a gestire la situazione che è particolarmente pesante e grave. Inoltre, con una dichiarazione molto chiara ed esplicativa il medico curante ha spiegato che con questi tre farmaci si riuscirebbe a tenere sotto controllo la malattia senza essere particolarmente invasivi a livello di qualità di vita".

"L'alternativa possibile - prosegue Polli - ma molto più debilitante, sarebbe un ulteriore ciclo di chemioterapia, ciclo che influirebbe in modo devastante sul ragazzo. Non riesco a concepire che la cassa malattia non riconosca questo investimento di 3000 franchi per un farmaco ma sarebbe disponibile a pagare un ciclo di chemio che, oltre a danneggiare il ragazzo, sarebbe molto più costoso. Non è possibile intervenire cercando di trovare una soluzione, anche a livello dipartimentale? Ad Esempio perché non realizzare un fondo di aiuto per questi casi rari, ma sempre presenti anche sul nostro territorio oppure convincere la cassa malattia della bontà della decisione del medico?"

"Assurdo pensare che non si trovi una soluzione condivisa e si debba far capo ai giornali per denunciare questi casi. Aiutiamo assolutamente questa famiglia e non fermiamoci alle pratiche burocratiche di chi, pur avendo riserve finanziarie da vendere, non vuole impegnarsi ad esaminare con coscienza il problema", conclude la deputata.

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