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Ticino
“Bimbi malati? I nonni non sono la soluzione”
Redazione
6 anni fa
Christian Garzoni ripercorre gli ultimi mesi della pandemia, quando ancora si sapeva poco o nulla, fino alle conoscenze di oggi: “Abbiamo raggiunto una nuova stabilità”

Sono passati mesi da quando, a gennaio, si cominciava a parlare per la prima volta di coronavirus, un virus di cui si sapeva ancora poco e che cominciava a propagarsi in Cina. Christian Garzoni, ospite nel nuovo studio di Teleticino, ha ripercorso quest’ultimo periodo, parlando di quello che è cambiato nel frattempo. “Negli ultimi sei mesi abbiamo fatti passi da gigante: sappiamo come si trasmette il virus, sappiamo curarlo meglio, sappiamo che ci sono decine di potenziali vaccini e abbiamo una situazione stabile, con un virus che circola tra di noi. Penso che tutti abbiano ripreso a fare una vita più o meno normale, nonostante abbiamo avuto questo shock iniziale, questo tsunami di Covid“, ha sottolineato il direttore sanitario della Clinica luganese Moncucco, facendo una distinzione tra un’era pre-covid e post-covid. Anche il tema delle mascherine a inizio pandemia era estremamente lontano. “Il reale impatto di diffusione di questo virus non era prevedibile. Siamo andati parecchio al di là di quello che si poteva immaginare”.

Si muore meno?

Si è poi affrontato il tema della mortalità. Una delle questioni che vengono spesso sottoposte al virologo è che “oggi non si muore più di Covid”. “Oggi siamo in una situazione completamente diversa da quella che eravamo in febbraio-marzo, quando vedevamo solo i casi gravi di Covid che andavano all’ospedale”, risponde Garzoni. “Oggi li contiamo tutti: una persona fa tre starnuti, gli si fa un tampone, ha un Covid, fa la quarantena a casa, ma non sta così male. Oggi vediamo tutto l’iceberg e di questo iceberg non abbiamo fortunatamente quasi decessi perché la mortalità non è superiore a un poco percento. Allora vedevamo solo la punta dell’iceberg, cioè i casi gravi, perché non c’erano test per vedere tutto l’iceberg. In quella punta la mortalità era di svariati percento. Quindi si può morire ancora di Covid, però la maggior parte delle persone che fanno il Covid non muoiono fortunatamente. Il Covid è mortale in una piccola percentuale e nelle categorie a rischio”.

Nonni e nipoti

Una delle domande che è stata posta dagli spettatori è come si devono comportare i nonni ora che i nipoti sono tornati a scuola. “Abbiamo imparato una cosa importante, cioè il buonsenso. Il nonno non va a vedere il nipotino se è ammalato. Durante l’estate abbiamo ripreso ad avere i contatti all’interno della famiglia e i nonni vedranno i nipoti con la ripresa della scuola. Ma se i bambini hanno sintomi, è da evitare che vengano accuditi dai nonni. Chiaro che poi si pone il problema di chi accudisce i figli quando i genitori sono al lavoro. Ma i nonni non sono la soluzione perché li metteremmo a rischio”.

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