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Bimba quasi annegata: "L'abbiamo salvata in extremis"
Bimba quasi annegata: "L'abbiamo salvata in extremis"
Bimba quasi annegata: "L'abbiamo salvata in extremis"
Redazione
7 anni fa
La Società Svizzera Salvataggio racconta cosa è successo e propone: "Serve più sorveglianza"

Una bambina iraniana di 6 anni, residente del Luganese, ha rischiato di annegare ieri nelle acque del Ceresio. La bimba è stata rinvenuta mentre galleggiava in aqua, priva di sensi. A trarla in salvo a riva il provvidenziale intervento di un bagnante. La zona, frequentatissima soprattutto in questo periodo, è quella della Foce del Cassarate. Area insidiosa, dove il fiume incontra il lago, si generano correnti e il fondale cambia repentinamente. A spiegare cosa sia successo a TeleTicino, è Rinaldo Kuemin in prima linea, ieri, durante il salvataggio.

"È arrivato un uomo su una bici tutto agitato dicendo di seguirlo perché c'è una bambina che sta morendo nel lago" spiega il capo operativo della Società Svizzera Salvataggio. "Siamo corsi sul luogo trovando già a riva la bambina di 6 anni che non respirava, quindi è stata rivoltata in posizione supina per poterla rianimare, ma nel frattempo ha cominciato a respirare autonomamente. E siamo riusciti a rimetterla in condizioni vitali".

La bambina oggi è fuori pericolo di vita grazie a un intervento provvidenziale che ha permesso di scampare il peggio. Ma la zona della Foce, spiega Kuemin, resta un’area critica: "Non c’è divieto di balneazione, ma il fondale è insidioso e cambia all’improvviso, come segnalano bene i cartelloni di Acque Sicure. Bisogna conoscere un po' la morfologia del terreno, che cambia continuamente. Manca il terreno sotto ai piedi ed è molto pericoloso".

C’è inoltre anche un problema di temperatura proprio dove le acque del fiume, più freddo, incontrano quelle del lago. "Lì potrebbe anche succedere uno shock termico per chi nuota nel lago e attraversa la parte dove esce il fiume" aggiunge Kuemin. 

In effetti i casi finiti in tragedia non mancano. Basti pensare alla morte del 21enne eritreo nel 2016, o a quella del 33enne sudamericano nel 2014. Oggi, con la riqualifica della Foce, evidenzia Kumin, il numero di interventi è sensibilmente aumentato.

Di qui la proposta: potenziare il dispositivo di sorveglianza. "Bisogna avere una sorveglianza abbastanza continua, non solo la sera. Abbiamo dei nostri colleghi di Paradiso che fanno prevenzione, vicino al fiume Cassarate, ma durante il giorno non c'è sorveglianza".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino 

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