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Ticino
Bilaterali: il Ticino scrive a Berna, il PS non firma
Redazione
18 anni fa
Il Gran Consiglio, con un appello, chiede a Berna un potenziamento delle misure fiancheggiatrici

Dopo il decalogo leghista e la valanga di no all'estensione dei Bilaterali, il presidente ed i capigruppo del Gran Consiglio scrivono un'appello all’attenzione del Consiglio federale per chiedere un potenziamento delle misure fiancheggiatrici. "La percezione delle persone nel Cantone Ticino - vi si legge - è quella di subire sin dagli inizi dell’applicazione degli accordi bilaterali una pressione sulla sua economia, ma anche sulla sua sicurezza (guardie di confine) e più in generale sulla sua società e sul suo territorio, da parte degli Stati europei e in particolare delle province confinanti inserite nelle due regioni del nord dell’Italia, Lombardia e Piemonte, che figurano certamente fra le economicamente più sviluppate e potenti del Centro Europa. Le misure fiancheggiatrici, pur messe in atto per regolare la libera circolazione delle attività economiche, dei traffici e infine delle persone attive o no, non sembrano aver dato ai cittadini del Cantone Ticino sufficienti garanzie di non essere svantaggiati sul piano del mercato del lavoro e della sicurezza e della sostenibilità pubbliche, sociali, ambientali e personali". E per ovviare alle percezioni negative il Gran Consiglio, "facendosi interprete del forte disagio manifestato in votazione dalla sua popolazione" indirizza un appello al Consiglio federale. Ve lo proponiamo integralmente.Appello 1. Il Consiglio federale prende atto con convinzione determinata della particolare situazione del Cantone Ticino nei riguardi degli accordi bilaterali e dà seguito a tutte le azioni di sua competenza affinché gli effetti negativi avvertiti dai cittadini ticinesi siano contenuti e ridotti al minimo. 2. Nell’ambito delle sue competenze, esercita in modo esaustivo tutte le misure fiancheggiatrici degli accordi bilaterali e sostiene quelle di competenza cantonale, potenziandone gli strumenti e le risorse umane che le attuano, in particolare nel campo del mercato del lavoro e della sicurezza. 3. Per bilanciare la quota di mercato assorbita nel Cantone Ticino da imprese e personale che fruiscono dei vantaggi della libera circolazione in un momento di forte recessione economica, anticipa l’avvio nel Ticino dei lavori pubblici di competenza federale nel campo della mobilità già predisposti o programmati a più lunga scadenza. 4. Consideri nell’ambito della revisione dei compiti e dei flussi finanziari fra Confederazione e Cantoni la particolare situazione del Cantone Ticino per quanto attiene la questione dei frontalieri e della relativa imposizione alla fonte. 5. Muove nei confronti dello Stato italiano le iniziative diplomatiche appropriate affinché siano regolate in modo celere, uniforme e trasparente le procedure che consentano ad aziende svizzere e ticinesi di operare sul territorio nelle condizioni di reciprocità assicurate dagli accordi bilaterali.

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