
Sembrano i litigi di famiglia Vianello. La campagna sul referendum contro la libera circolazione ha provocato un curioso teatrino polemico tra il leader leghista Giuliano Bignasca ed il presidente dell'UDC ticinese Pierre Rusconi. Tutto è nato quando Rusconi, esprimendosi davanti alle telecamere sulla votazione sulla libera circolazione delle persone, ha usato il termine "bignascata" attribuendogli, secondo il Nano "il senso spregiativo di asserzione priva di fondamento". Ebbene Bignasca è andato su tutte le furie e - in un comunicato stampa - ricorda "al presidente UDC Ticino che ora cavalca il referendum contro la libera circolazione delle persone che questo referendum è stato lanciato e portato avanti dalla Lega dei Ticinesi". E ancora Bignasca: "L'UDC fino alla sua riuscita è stata a rimorchio malgrado adesso ci sia chi tenti di appuntarsi medaglie non sue. L'apporto di firme da parte dell'UDC Ticino ha raggiunto a malapena le 1000 sottoscrizioni". "Non si vuole evidentemente contestare la liberà d'espressione di nessuno - conclude Giuliano Bignasca - ma deve essere chiaro chi porta il merito per la riuscita del referendum e chi invece è saltato sul carro a referendum riuscito".
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