
La ministra degli esteri svizzera Micheline Calmy-Rey è sbarcata oggi all’aeroporto di Lugano-Agno, proveniente da Roma dove ha incontrato il collega italiano Franco Frattini. Al World Trade Center di Agno si è incontrata con il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Luigi Pedrazzini e con la direttrice del Dipartimento delle finanze Laura Sadis. Calmy-Rey ha deciso di fare tappa in Ticino per parlare delle problematiche legate al Ticino in merito agli accordi bilaterali.
"Oggi sono in Ticino per sentire e cercare di capire l'opposizione dei ticinesi all’apertura verso l’Europa - ha detto la ministra degli esteri -. Ma soprattutto per dire che le autorità svizzere sono all’ascolto e che non sono distanti". Calmy-Rey ha poi spiegato che l'incontro odierno "è la dimostrazione che il Ticino può trovare nei rappresentanti federali e questo incontro ne è la dimostrazione. Un incontro, quello odierno, istruttivo, estremamente interessante e utile per tentare di risolvere una serie di problemi".E oltre che intrattenersi con i due consiglieri di Stato, la ministra degli esteri elvetica ha anche avuto modo di parlare con una delegazione di esponenti del mondo economico e sindacale ticinese. "Berna - ha dichiarato Calmy-Rey ad incontro concluso - è attenta alle esigenze del Ticino". Laura Sadis e Luigi Pedrazzini si sono detti “soddisfatti” dell'incontro. L’incontro di ieri a Roma L'Italia sarà tra i primi Paesi a negoziare con la Svizzera la modifica dell'accordo bilaterale esistente per combattere i fenomeni della frode e dell'evasione. Lo ha annunciato ieri il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, durante la conferenza stampa congiunta con Micheline Calmy-Rey. Il capo della diplomazia italiana ha spiegato di aver accolto con favore la decisione di Berna di ''adeguarsi ai principi di trasparenza finanziaria e piena collaborazione stabiliti dall'Ocse, non solo nei casi penali di frode, ma anche in quelli di evasione''. Secondo il responsabile della Farnesina, ''si tratta di un passo estremamente importante, che rende possibile il rilancio degli accordi bilaterali che gia' esistono con 70 Paesi e che ora dovranno essere cambiati alla luce di questi principi''. ''Dovremmo privilegiare strumenti che aumentano la collaborazione per la trasparenza e non gli strumenti che aumentano le divisioni'', ha sottolineato Frattini, spiegando di aver ''apprezzato moltissimo la decisione della Svizzera di considerare l'Italia tra i Paesi prioritari con cui avviare presto un negoziato di modifica dell'accordo bilaterale esistente''.
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