
Si è conclusa lo scorso fine settimana l’edizione 2026 di Lugano Marittima, il salotto estivo alla Foce del Cassarate che dal 21 maggio al 23 agosto ha animato l’estate luganese. Il bilancio è positivo e conferma la Foce quale importante luogo di incontro e socialità della città. Fin dai primi giorni di apertura l’area ha registrato un forte incremento delle presenze rispetto agli anni precedenti, soprattutto nei fine settimana, con picchi stimati fino a 3’000 persone. «È stata una delle annate più frequentate, più belle», sottolinea il municipale Roberto Badaracco ai microfoni di Radio3i, evidenziando come l’evento rappresenti ormai un appuntamento clou dell’estate luganese.
Sicurezza, le difficoltà delle prime settimane
Un’affluenza così importante ha tuttavia portato con sé alcune difficoltà, soprattutto sul fronte della sicurezza. «Inizialmente ci sono stati problemi di gestione di sicurezza, con qualche episodio andato oltre il passabile», ricorda Badaracco. La situazione è stata affrontata introducendo e modificando progressivamente alcune misure. «Le abbiamo adeguate man mano che si svolgeva l’evento», racconta, spiegando che con il passare delle settimane la situazione è migliorata fino a permettere uno svolgimento più tranquillo della manifestazione.
La nuova sfida: gestire i flussi
Se la sicurezza è stata una delle questioni centrali del 2026, per il futuro si apre ora un’altra riflessione: come gestire l’enorme affluenza nei momenti di punta? «Qualcuno ci ha detto: forse dovete cominciare a gestire anche i flussi, perché sennò c’è troppa gente», riferisce Badaracco. In alcune serate, infatti, l’elevata concentrazione di pubblico ha reso difficile persino usufruire normalmente dei servizi e vivere lo spazio in modo confortevole. Da qui l’ipotesi, ancora da valutare, di introdurre eventualmente una limitazione degli accessi nei momenti di maggiore affluenza. «Occorre chiedersi se non valga la pena introdurre misure di limitazione per permettere a chi è presente un’esperienza veramente in ordine, godibile, bella e non frustrante», precisa Badaracco.
«Abbiamo un gioiello da salvaguardare»
La riflessione va oltre la singola manifestazione. La Foce del Cassarate è ormai diventata un luogo di riferimento per Lugano, frequentato da ticinesi ma anche da persone provenienti dal resto della Svizzera e dalla vicina Italia. «Credo che abbiamo un gioiello che dobbiamo salvaguardare e preservare e mantenere con le sue tipicità», afferma Badaracco, sottolineando la necessità di evitare che l’enorme successo dell’area possa finire per comprometterne la qualità. Resta invece un limite preciso per quanto riguarda la durata dell'evento. «Purtroppo per strutture di questo tipo c'è un limite di tre mesi, un limite fissato dal Gran Consiglio nella legge. Non possiamo quindi andare oltre», conclude Badaracco.

