
"Sono stato nominato nel CdA EOC nel dicembre 2003. Non “dalla Lega” bensì dal Consiglio di Stato - nessuno degli allora “ministri” è oggi in carica - tramite messaggio ratificato dal Parlamento." Con queste parole Attilio Bignasca si difende oggi, sul Mattino, dalle insinuazioni sorte in merito alla scandalo delle false fatture all'ospedale La Carità di Locarno, in cui "si è fatto strumentalmente il nome dei politici che siedono nel Consiglio d’amministrazione dell’Ente ospedaliero per accusarli di presunti conflitti d’interesse".
"La Lega ha proposto me poiché l’ex partitone non volle il primo nome indicato dal Movimento, ossia quello del compianto Dr. Giorgio Salvadè, che all’epoca era municipale di Lugano (quindi non ricopriva cariche cantonali di modo che il problema del conflitto d’interessi non si sarebbe nemmeno posto). L’ex partitone mise il veto su Salvadè con la scusa che era un medico.
"Per quel che riguarda la notoria vicenda del viceprimario di chirurgia all’Ospedale La Carità di Locarno", continua Bignasca, "il CdA dell’EOC ha scelto di privilegiare l’efficacia della struttura e quindi gli interessi della sanità ticinese e dei pazienti - evitando l’allontanamento immediato del Dr S."
Nel frattempo, le casse malati rimangono in vigile attesa. Il segretario generale Olivio Lama, intervistato da Il Caffé, si dice "ignaro se le Casse malati siano state danneggiate" dalla vicenda. Per il momento, prosegue, "nessuno ci ha chiesto lumi su fatture della Carità che riportano al periodo finito nell'occhio del ciclone", unico modo con cui le Casse malati potrebbero venire a conoscenza di abusi subiti da parte della propria clientela.
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