
La Bilsa, impresa della quale Attilio Bignasca è amministratore unico, si è aggiudicata i lavori in subappalto per la posa di serramenti nel cantiere dell’ex Palace, per un totale di circa 10 milioni di franchi. I maligni potrebbero commentare la notizia, anticipata ieri dalla Rsi, con il vecchio proverbio “chi disprezza compra” o con un più pragmatico “business is business”. Sì perché il cantiere del Polo culturale è da sempre uno dei temi più cannoneggiati dal presidente della Lega Giuliano Bignasca sulle colonne del Mattino della domenica. Ma l’amministratore unico della Bilsa, Attilio Bignasca, oggi ribadisce e difende la scelta di concorrere per quei lavori all’ex Palace. “La Bilsa è l’unica impresa che ha preso il rischio di spendere oltre ventimila franchi per proporre ai concorrenti dell’appalto i lavori per la posa di serramenti” spiga Attilio Bignasca, che aggiunge “è una polemica montata ad arte. Volevate forse che il lavoro fosse svolto da imprese d’oltre Gottardo o peggio da ditte estere?”. E sul possibile conflitto d’interessi del fratello Giuliano, Attilio Bignasca dice “premesso abbiamo agito secondo la legge, se fosse un problema di legami parentali in Ticino le imprese locali non farebbero nessun lavoro”. E che formalmente non ci siano problemi, l’ha confermato anche la municipale Giovanna Masoni, titolare del dossier Palace. Il Nano infatti ha confermato per iscritto di non avere nulla a che fare con l’impresa del fratello e inoltre, quando in Municipio si è discusso di quel subappalto, ha lasciato la sala. Quindi l’articolo della legge organica comunale sul conflitto d’interessi non è stato violato. Incontrato nei corridoi di via Monte Boglia 3, dove hanno sede la Lega dei Ticinesi, Mattino della domenica e Bilsa, Giuliano Bignasca ha ribadito a pieni polmoni che per lui il Polo culturale non è da fare e sibillino ci ha fatto sapere che il contratto con l’impresa per la costruzione del Polo non è ancora stato firmati. Insomma per la Lega la partita in municipio, e dalle pagine del Mattino, è tutt’altro che chiusa. [email protected]
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