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Ticino
Bignasca: "Merz non si muoverà di un millimetro"
Redazione
17 anni fa
Attilio Bignasca a colazione con Hans Rudolph Merz per parlare della crisi tra Svizzera ed Italia. Ecco cosa si sono detti

Metti una mattina, praticamente all’alba, all’Hotel Savoy di Berna. Ore 6.30, attovagliati per una frugale e molto informale colazione, ci sono Hans Rudolph Merz e Attilio Bignasca. Il presidente sorseggia un bicchiere di succo d’arancio. Il consigliere nazionale un tè un kiffer. Si parla, in italiano, perché, racconta Bignasca: “Merz con me si lancia. Ne approfitta per fare un po’ d’esercizio”. I due chiacchierano di scudo fiscale e di rapporti con l’Italia. Il deputato al Consiglio nazionale della Lega dei ticinesi, ci racconta di un presidente molto determinato. “Mi ha detto che non intende spostarsi di mezzo passo indietro. L’accordo sulla doppia imposizione con l’Italia era solo da firmare. Ma a questo punto, finché Tremonti, non spiega a che gioco vuol giocare, Merz non si muoverà di un millimetro”. Bignasca ci riferisce altre impressioni che il presidente gli ha espresso durante la colazione di questa mattina: “Mi ha detto che Tremonti ha le idee un po’ offuscate, dalla necessità assoluta di recuperare soldi. Durante il colloquio che avevano avuto a Istambul, gliel’aveva detto tre volte che voleva “money”, “money”, “money”. Tanto che Merz gli aveva ricordato di non essere sordo”. “Merz – continua Bignasca nel suo racconto – è pure convinto che l’Italia prolungherà la durata dello scudo oltre il 15 dicembre. Ma è altrettanto sicuro che i soldi torneranno, a medio termine”. Il racconto finisce qui. Anche perché la colazione non è durata più di una ventina di minuti. Poi Merz si è dedicato alla consueta passeggiata mattutina. E Bignasca alle telefonate di lavoro. “Perché qui non siamo mica a Roma, con le sue colazioni che cominciano all’ora di pranzo”, chiosa il consigliere nazionale. AELLE

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