
L'inchiesta sui bidoni è giunta stamane ad una svolta. Quattro persone sono state fermate. Si tratta di un 48enne straniero domiciliato nel Luganese, titolare di una ditta di Manno attiva nella lavorazione di resine, piastrelle e materiale isolante, del contabile, un 51enne domiciliato nella regione e di due operai dell'azienda, un 53enne straniero domiciliato nel Bellinzonese e un 37enne straniero della provincia di Como. Nel corso dell'interrogatorio avrebbero ammesso di aver consegnato i bidoni a due persone, attualmente non ancora identificate, che dietro pagamento avrebbero dovuto poi smaltirli illegalmente, dopo averli trasportati su un furgone con targhe italiane. Un'etichetta parzialmente cancellata, presente sui contenitori pieni di colle, resine, solventi, lacche, acidi e ammoniaca, ha permesso agli uomini della Gendarmeria territoriale di Caslano e del Reparto mobile Sottoceneri, di risalire in poche settimane all'azienda che si trova nella zona industriale del Vedeggio. Nei confronti dei quattro è stato aperto un procedimento penale ma non sono stati arrestati. Le ipotesi di reato sono infrazione alla Legge federale sulla protezione delle acque e sulla protezione dell'ambiente. Una 30ina, lo ricordiamo, i contenitori abbandonati in via San Zeno a Ponte Capriasca. Altri quindici sono poi stati rinvenuti poche ore dopo il primo episodio nei boschi a Serocca d'Agno. [email protected]
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