
Sbiadisce lo striscione indicante le 700 firme contro lo stand di tiro di Bidogno, ma non le polemiche che in paese continuano a tenere banco, anche e soprattutto in vista di una data importante che rischia di gettare nuova benzina su una situazione già piuttosto infuocata. L’agenda federale del resto parla chiaro: tra il 9 e 11 giungo tutti gli stand di tiro della Svizzera dovranno aprire per consentire il tiro federale di campagna. Cosa accadrà allora a Bidogno?
Il divieto d’uso della struttura intimato dal Municipio di Capriasca resta sempre in vigore. Non per ragioni di sicurezza, come deciso in un primo tempo, ma per questioni inerenti alla legge edilizia. Così ha stabilito l’Esecutivo lo scorso 30 maggio, accogliendo un’istanza di misure provvisionali inoltrata da 18 cittadini.
La sostanza comunque non cambia. L’attività di tiro rimane sospesa, mentre l’agenda federale segna per il 10 giugno il tiro di campagna. Un bel guaio che rischia di portare lo scontro a un livello superiore.
Intanto la vertenza tra società dei franchi tiratori e Municipio è tutt’altro che risolta. Sul tavolo rimane pendente la domanda di costruzione per l’ampiamento dello stand di tiro inoltrata nel dicembre del 2016. Domanda avversata – ricordiamo – da 37 opposizioni e oltre 700 firme, gente del quartiere poco disposta a vedere proliferare sul loro territorio un'attività che per quasi un secolo si limitava a tre giornate di tiro e che dal 2014 è cresciuta considerevolmente con i relativi disagi, soprattutto fonici.
Di qui appunto la vertenza che neppure l’incontro di settimana scorsa tra Municipio, franchi tiratori, Dipartimento delle Istituzioni, oltre all’ufficiale federale di tiro il colonnello Mirko Tantardini sembra avere sopito. Dire che la situazione era piuttosto tesa è eufemismo.
Sul tavolo tra le varie questioni c’era appunto il tiro federale di campagna. L’appuntamento come detto è per il 10 giugno. Per questa data i franchi tiratori hanno chiesto una sospensione del blocco intimato dal Municipio, che ora dovrà fare una scelta.
È chiaro che ora la questione può facilmente trasformarsi in una prova di forza. E tra gli scenari possibili c’è anche quello più drastico: che la Confederazione intervenga per evitare un precedente, ordinando quindi che la struttura per il tiro di campagna resti aperto. Il conto alla rovescia è cominciato. Al 10 giugno mancano solo 4 giorni.
fp
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