
Non è certo una novità che Tuto Rossi critichi l'operato del medico del traffico di livello 4. La crociata dell'avvocato contro questa figura dura ormai da mesi ed è diventato patrocinatore di diversi clienti che devono rivolgersi alla dottoressa Mariangela De Cesare per dei controlli. L'ultima invettiva contro la dottoressa riguarda proprio l'esperienza vissuta da uno di loro, inviato dalla Sezione della Circolazione per l'esame delle urine. La sua storia è riportata sulla pagina Facebook di Rossi:
“Arrivo al Centro Medico del Traffico di Chiasso che si trova in un appartamento tra inquilini e famiglie di uno stabile d’abitazione. La porta che da sulle scale è aperta e gli inquilini possono sbirciare chi c’è dentro" si legge sul social network.
"Un impiegato senza il camice bianco ti dà un formulario da riempire e una bevanda da bere per marcare la tua urina. Accanto a me ci sono due signori con il loro bicchiere di urina in mano che attendono. Siamo lì tutti e tre appoggiati allo stesso bancone di 2,5m. Poi arriva l’impiegato di prima che con una siringa pesca un po’ di urina nel bicchiere degli altri due. Poi ordina loro di gettare il resto".
"Quello che mi fa schifo" sottolinea il cliente di Rossi, "è che il bicchiere della bevanda e quello dell'urina sono medesimi. Sono quei bicchieri di plastica trasparente con le righette orizzontali dove si serve la birra nelle risottate popolari. Niente di sterile. Normalmente il medico ti manda in bagno, dove fai i tuoi bisogni in privato, in un bicchiere sterile di farmacia che lasci davanti a una finestrella. Dalla De Cesare invece si va sul risparmio. Bicchieri da festa campestre, niente sterilità, niente discrezione, niente rispetto. Mi sono sentito umiliato”.
Da qui è nato l'appello lanciato dall'avvocato per sapere se altre persone hanno vissuto la medesima esperienza "da ambulatorio africano" o se invece con loro il centro ha utilizzato "recipienti di farmacia e rispettato la privacy".
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