
Dovrà rimanere in carcere il 19enne di origine colombiana che lo scorso ottobre era stato condannato a nove anni di reclusione per aver ripetutamente tentato di uccidere un 72enne di Biasca, cui aveva prestato sesso per un paio d'anni in cambio di soldi. Lo ha deciso quest'oggi la Corte d'appello e revisione penale a Locarno, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will.
Il giovane, lo ricordiamo, aveva inoltrato ricorso contro la sentenza di primo grado. I suoi legali chiedevano che la pena fosse scontata in un centro educativo chiuso, ma non dietro alle sbarre. Ma oggi la proposta è stata, come detto, respinta. La Corte ha ritenuto che c'è un alto rischio di recidiva, accertato dalla perizia psichiatrica. Per cui ha rigettato il collocamento del 19enne in un istituto.
L'accusa, condotta dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, aveva chiesto oggi la riconferma della condanna di primo grado, ossia di ripetuto tentato omicidio. "Il 19enne è pericoloso" ha sottolineato in aula. Va sì rieducato, ma in carcere.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

