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Biasca, «la sicurezza dello svincolo autostradale è garantita»
© Rescue Media
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Redazione
9 ore fa
Il Consiglio di Stato ha risposto all’interrogazione presentata dal deputato centrista Claudio Isabella

«Sì, la sicurezza dello svincolo è garantita. Considerata la statistica svolta, lo svincolo può ritenersi sufficientemente sicuro dal profilo dell’infrastruttura stradale». Così il Consiglio di Stato risponde all’interrogazione presentata dal deputato centrista Claudio Isabella insieme a Alessio Ghisla (Centro), Sem Genini (Lega dei Ticinesi), Alessandro Corti (Centro), Maura Mossi Nembrini (Più Donne), sulla sicurezza dell’entrata autostradale di Biasca.

Il testo, viene spiegato dal Governo, è stato redatto «dopo aver interpellato l’Ufficio federale delle strade (Ustra), al quale abbiamo esposto le vostre perplessità». Nell’atto parlamentare, infatti, veniva chiesto se «alla luce dell’ennesimo incidente della circolazione, si aspetta l’esito fatale prima di intervenire». Questo anche perché «negli ultimi anni lo svincolo è purtroppo già stato teatro di numerosi sinistri. Si tratta senza dubbio, di un tratto critico della rete viaria. La visibilità è limitata, la conformazione dell’incrocio genera confusione negli utenti e le auto provengono da più direzioni con velocità spesso elevate. A rendere la situazione ancora più problematica vi è il fatto che, negli ultimi anni, sono stati spenti anche i lampioni lungo tutto lo svincolo autostradale, riducendo ulteriormente la visibilità in un punto già di per sé complesso».

Ecco perché i lampioni sono stati spenti

Per quanto riguarda l’illuminazione, scrive l’esecutivo, la decisione di spegnere i lampioni «è stata presa nel 2019 nell’ambito di un progetto che l’Ustra ha avviato a livello nazionale nel 2008. Un progetto che – mediante lo spegnimento di parte dell’illuminazione presente sui tratti a cielo aperto delle strade nazionali – si prefiggeva due obiettivi principali. Fatto salvo il principio che la sicurezza degli utenti viene ancora garantita, il primo obiettivo è quello del risparmio energetico (e di conseguenza anche finanziario). Il secondo obiettivo è quello della riduzione dell’inquinamento luminoso, nocivo per la salute degli uomini e degli animali». In ogni caso, viene precisato, «la sicurezza del traffico resta assicurata: in effetti, i lampioni rimangono attivi (la loro gestione compete ai Comuni o agli enti locali) in tutti i punti in cui è presente il traffico lento (pedoni e ciclisti). Nel caso specifico (svincolo di Biasca) il traffico lento è assente e vige il divieto di circolazione per ciclisti».

«26 incidenti negli ultimi dieci anni»

In merito agli incidenti verificatisi nel periodo 2016-2025 presso lo svincolo di Biasca, «questi sono stati 26, perlopiù di lieve entità. Il 65% dei sinistri era legato a manovre di svolta a sinistra e immissioni nelle intersezioni. Le cause principali all’origine di questi incidenti sono da ricondurre all’errato comportamento umano (in particolare mancata precedenza, errori di valutazione e distanza insufficiente). Le condizioni ambientali erano generalmente buone e l’infrastruttura non presentava particolari criticità. Gli incidenti sono avvenuti in gran parte durante le ore diurne e pertanto gli stessi non si possono attribuire alla mancanza di illuminazione».

«Nessun potenziamento dell’illuminazione»

Alla luce di questi dati, «non risultano necessarie da parte dell’Ustra ulteriori misure tecniche particolari. Tenuto conto che gli incidenti si sono svolti in prevalenza in orari diurni, non si ritiene necessario potenziare l’illuminazione».