
I lavoratori del granito e delle pietre naturali attivi in Ticino, "stufi di essere presi in giro da un padronato che non rispetta le leggi", hanno deciso di far valere i loro diritti con una serie di azioni di protesta, che inizierà sabato 8 giugno a Biasca con la partecipazione alla manifestazione popolare "per i diritti, il lavoro e la partecipazione” indetta dai lavoratori dell'industria delle Tre Valli. Gli scalpellini intendono reagire "con forza" alla decisione del padronato di non applicare le disposizioni del Contratto nazionale mantello (Cnm) dell'edilizia, che tutte le imprese del settore con sede in Ticino sono invece tenute a rispettare, così come ha stabilito in gennaio il Consiglio federale respingendo un ricorso dell'Associazione industrie dei graniti, marmi e pietre naturali del Ticino (Aigt). "È provocatorio e grave l'invito dell'Aigt alle imprese affiliate a non rispettare il Cnm e dunque tutta una serie di norme e garanzie in particolare in materia di salari minimi, scatti, indennità, termini di disdetta e prepensionamento""Questo gravissimo atteggiamento rappresenta un ulteriore grave affronto ai lavoratori, artefici principali del benessere delle aziende", si legge in una risoluzione approvata dalle assemblee dei lavoratori, in cui si rileva tra l'altro come la scelta dell'illegalità danneggi le stesse imprese, visto che il mancato rispetto del Cnm comporta l'esclusione da ogni appalto pubblico. La manifestazione di Biasca (che si terrà a partire dalle 13.30, ritrovo al piazzale ex Ubs) è solo il primo atto di una stagione di lotte sindacali che si preannuncia lunga se l'Aigt dovesse continuare a rifiutarsi di ripristinare la legalità.
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