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Ticino
Biasca: "C'è incertezza, non costruiamo"
Redazione
12 anni fa
La Helsinn congela l'ampliamento degli impianti di produzione. E mette in guardia sulle iniziative per un salario minimo e sulle successioni

Primi contraccolpi negativi, in Ticino, dopo l'accettazione popolare dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa. L'amministratore delegato di Helsinn, Riccardo Braglia, ha affermato che in seguito all'insicurezza creata dall'approvazione dell'iniziativa la sua azienda sta riconsiderando l'eventualità di ampliare gli impianti di produzione di Biasca.

In un'intervista alla NZZ, Braglia ha espresso preoccupazione per il contingentamento della manodopera straniera. Il gruppo Helsinn, che ha sede a Lugano e stabilimenti a Pambio-Noranco e Biasca, realizza il 95% del proprio fatturato all'estero e conta un 45% di dipendenti stranieri, molti dei quali specialisti. "Se come imprenditore pianifico la costruzione di un nuovo impianto di produzione, come stiamo pensando di fare a Biasca, in una situazione di insicurezza non costruiamo. Non so nemmeno se otterrò i permessi di lavoro per gli specialisti stranieri di cui avremo bisogno" ha dichiarato Braglia.

Colui che nel 2012 è stato insignito del premio di imprenditore svizzero dell'anno ha inoltre messo in guardia dal pericolo che le prossime iniziative popolari messe in votazione possano diminuire ancor più l'attrattività della Svizzera. In particolare l'iniziativa per un salario minimo e quella per una riforma della tassazione sulle successioni. "C’è il pericolo che queste iniziative pregiudichino i vantaggi del Ticino e della Svizzera come luogo di produzione."

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