
Biasca è disponibile ad accogliere alcuni richiedenti l’asilo, secondo le condizioni del Consiglio di Stato, provenienti la maggior parte dallo Sri Lanka. I primi arrivi al Centro di protezione civile (PCI) dovrebbero essere imminenti, "ma il Muncipio ha posto determinate condizioni discusse con il Cantone", ci dice il municipale Donatello Poggi. Eccole: La sicurezza, l’aggiornamento regolare - e al massimo settimanale - sul movimento delle persone al centro PCI e la durata massima che deve essere di sei mesi. Il Municipio inoltre avverte inoltre che: "Visto che si tratta di un posto sotterraneo riteniamo che le persone ospitate non rimangano all’interno del centro per più di due/tre settimane. Passato questo termine esse dovranno essere collocate in un altro posto".“Siamo stati convocati con il comune di Rivera dal Cantone lo scorso 16 settembre - ci dice ancora Poggi -, che ci ha spiegato l’emergenza a livello federale di un’ondata di richiedenti per la metà di ottobre. Il Cantone per legge non può assolutamente rifiutare il contingente stabilito a livello federale”. Da qui la richiesta del Cantone di appellarsi a diversi comuni ticinesi per accogliere i richiedenti l’asilo. A Biasca, in particolare, ci sono già alcune persone alloggiate in pensioni e appartamenti. La nuova ondata di richiedenti l’asilo sarà invece ospitata presso il centro della protezione civile. Per un massimo di cinquanta persone. “Il Municipio dopo aver valutato nei minimi dettagli la problematica, ha deciso di offrire la propria disponibilità al Cantone - spiega ancora Poggi -. Ritengo personalmente che questa decisione sia un’assunzione di responsabilità da parte del Municipio. Speriamo che il Cantone recepisca l’importanza del gesto”. Rivera dice no, ma è comunque disponibile Durante l’incontro con Biasca e il Cantone, Rivera ha rifiutato la proposta del Governo di accogliere i richiedenti l’asilo nel centro di protezione civile. “La struttura - spiega in una nota stampa il comune di Rivera - è ubicata centralmente fra i Comuni di Rivera, Bironico e Camignolo e utilizzata giornalmente anche dalla popolazione. Considerato lo scetticismo della cittadinanza in merito al comportamento inopportuno tenuto da parte di taluni richiedenti l’asilo attualmente ospitati in Ticino e considerato quanto scaturito in sede di incontro, il collocamento degli asilanti nella struttura appena citata mal si concilia con le attività svolte, essenzialmente dai giovani, ma anche da adulti e bambini, presso il Centro sportivo”. Ma il Municipio non “si oppone comunque a che un limitato numero di richiedenti l’asilo possano essere ospitati presso altre strutture federali o cantonali ubicate sul territorio comunale: riteniamo in particolare che potrebbe essere adatto il centro cantonale della PCI, impianto già utilizzato - di comune accordo - per ospitare i NEM”.
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