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Ticino
Besso Pulita: "soluzioni subito!"
Redazione
17 anni fa
Lo chiedono con veemenza i quasi 250 cittadini del quartiere che hanno affollato l'incontro-dibattito con autorità, Comune e Cantone

"Perché quattro asilanti educati che rifacevano anche i letti nel garni di via Nassa sono stati sloggiati subito, mentre qui c'è un intero quartiere che si lamenta da un anno e non si fa quasi nulla?". Oppure: "Negli ultimi otto giorni la polizia (con l'operazione Sauber2, che ha portato al fermo di 7 persone su 132 controllate e al sequestro di 37 grammi di cocaina. N.d.R.) ha fatto piazza pulita e in questi giorni il quartiere è più tranquillo, ma quanto durerà? E perché non si è fatto nulla prima?".Queste e tante altre, le critiche e le domande poste dai cittadini di Besso a Polizia, Comune e Cantone. Giovedì sera, nell'aula magna del Conservatorio della Svizzera Italiana, erano circa in 250, secondo i calcoli degli organizzatori. E in realtà, la sala era proprio stipata. E gli animi, accesi.Una tavola rotonda-dibattito organizzata dall'associazione Besso Pulita, in occasione del primo anno di attività contro lo spaccio nel quartiere. Numerose, le personalità politiche, ma non solo, intervenute all'incontro. Quattro i relatori: la  direttrice del Dipartimento della sanità e socialità Patrizia Pesenti, il sindaco di Lugano Giorgio Giudici, il consigliere nazionale Attilio Bignasca e il Procuratore Pubblico Antonio Perugini. Ma in sala sedevano anche, tra gli altri, il comandante della Polizia di Lugano, RobertoTorrente, e la municipale Giovanna Masoni Brenni.Numerose critiche sono piovute sul Cantone. In particolare, per l'idea di alloggiare richiedenti l'asilo negli hotel cittadini, accusato di "accanirsi su Lugano" oppure di operare "scelte provocatorie", come quella di sistemare asilanti a Besso, "dove c'è un problema legato allo spaccio", o in via Nassa. Ma al Governo è anche stato criticato di non fare abbastanza per risolvere il problema, di non creare alloggi adeguati, di non respingere gli asilanti alle frontiere o semplicemente espellerli.A tutto, Patrizia Pesenti risponde a sua volta con una critica a Berna: "Le Leggi le fa la Confederazione - spiega - il Cantone deve piegarsi ed eseguire". Due i punti fondamentali del discorso di Pesenti. In primis, la modifica della Legge sull'asilo, che "di fatto - spiega la consigliera di Stato - ha aumentato il numero dei clandestini presenti sul territorio, i cosiddetti NEM, che non ricevendo nemmeno un franco per vivere né un aiuto, finiscono nelle maglie della criminalità. E sono proprio questi, secondo i dati della Polizia, quelli che ritroviamo a spacciare, non i richiedenti l'asilo in stato di bisogno che sistemiamo negli hotel". Poi, una cattiva gestione dell'ondata di asilanti eccezionale giunta negli scorsi mesi. "Negli anni passati ci eravamo abituati bene - ha raccontato - la diminuzione dei richiedenti aveva fatto chiudere alla Confederazione diversi centri d'accoglienza nel cantone. Ci avevano promesso che in casi d'emergenza ci avrebbero fornito degli spazi dove collocare i bisognosi, ma poi non l'hanno fatto".Risposte che non hanno soddisfatto i cittadini presenti, che hanno invece applaudito la proposta di Giudici: "Creiamo dei prefabbricati per accoglierli e facciamo loro rispettare regole precise, come il coprifuoco". Il controllo continuo della Polizia e l'organizzazione dei centri, però, continua Pesenti, hanno anche dei costi elevati. "Quel che possiamo fare e faremo - conclude - è rivolgerci a Berna, perché il problema è molto più ampio".

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