
“Proibire quattro razze di cani non è la soluzione!”. Armando Besomi ne è convinto e oggi, in un incontro tra le varie associazioni cinofile, il veterinario cantonale e il Consiglio di Stato, lo ha ribadito. Al termine dell’incontro, il presidente della protezione animali di Bellinzona, esprime soddisfazione per il buon dialogo avuto con le parti. Gli ha fatto eco Helga Geiger, presidente della federazione cantonale protezione animali, che ha ribadito: “Nessuna proibizione, ma solo restrizioni”. La settimana scorsa, il Governo aveva messo sul tavolo tre proposte di regolamento per l’applicazione della nuova legge sui cani. La prima prevede, per chi vuole acquistare una delle 29 razze di cani considerate “potenzialmente pericolose”, la necessità di ottenere un’autorizzazione dal Municipio, firmata dal veterinario cantonale e seguire un corso supplementare. La seconda, la proibizione di 4 razze. La terza, prevede sia il corso supplementare e le restrizioni, sia il divieto di 4 razze. "Siamo contrari alla stesura di una lista di razze da vietare" ha detto anche Fabio Giussani, presidente della Federazione cinofila cantonale, "abbiamo accettato una lista ristretta di 29 razze da etichettare come "potenzialmente pericolose", per le quali ci sembra sensato chiedere che i padroni seguano un corso supplementare e dimostrino di essere in grado di gestire questi animali, anche se all'incontro abbiamo chiesto di accorciare ulteriormente la lista". Giussani, ricorda a questo proposito come sia poi difficile identificare delle razze, visto che, dice, il 75-80% dei cani sono il risultato di incroci. "Abbiamo infine ricordato al Governo" conclude, " come una simile misura comporti importanti costi amministrativi, per creare strutture di controllo e finanziare i ricorsi che, dove ci sono proibizioni, sono quasi inevitabili".Oggi, il veterinario cantonale e i rappresentanti dell’Ordine dei veterinari, della Federazione cantonale protezione animali e della Federazione cinofila cantonale, hanno dunque detto la loro. Il Consiglio di Stato ora dovrà decidere e sembra verosimile attendersi una risposta già per martedì prossimo. [email protected]
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