
"I due metri di distanza indicati da Berna sono relativi alla distanza tra docente e allievi, per quanta riguarda i ragazzi la raccomandazione tra loro è solo favorire una certa distanza". Lo ha dichiarato Manuele Bertoli, direttore del DECS, in un'intervista apparsa questa mattina su ilCaffè della domenica. Il direttore ha spiegato qualche dettaglio in più sull’organizzazione della riapertura delle scuole in Ticino prevista per il prossimo 11 maggio. Ma, lo ricordiamo, una decisione definitiva verrà presa dal Consiglio federale solo mercoledì 29 aprile. Decisione che, in Ticino, ha già creato scompiglio nelle amministrazioni comunali, tra i genitori e nelle associazioni di categoria. E Bertoli spiega: "I direttori delle scuole, a cui è data la competenza di concretizzare nel migliore dei modi le diretiva a seconda della logistica delle sedi, hanno la possibilità di organizzare le lezioni a turni, per così dire. Chi al mattino, chi al pomeriggio. Chi in alcuni giorni, chi in alcune giornate".
Forse inevitabilmente, fra tutti i Cantoni in Svizzera, il Ticino sarà quello che dovrà prendere misure di sicurezza più prudenziali: "Quindi anche tra gli allievi se non vi saranno in classe precisamente due metri, poco ci mancherà". Alcune materie, però, non riprenderanno il loro corso: educazione fisica, musica, educazione visiva e delle arti plastiche da qui alla fine dell'anno in sede scolastica non ci saranno più. Ma il direttore comunque precisa: "Non si dimentichi che solo una minoranza di materie potranno trovare spazio nella griglia oraria della scuola in presenza. Per le altre si continuerà a distanza". Ciò vuol dire, dunque, che quella dell'11 maggio "sarà un'apertura parziale".
Per quanto riguarda invece la scuola che verrà, Bertoli parla di varie soluzioni ma, probabilmente, la scuola "ordinaria, pre-pandemia" come abbiamo sempre imparato a conoscerla non ci sarà più.
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