
Verdi e agguerriti. Anche se manca più di un anno alle elezioni cantonali, la campagna elettorale dei Verdi ticinesi è cominciata ieri sera. E il coordinatore Sergio Savoia è più temerario che mai. Soprattutto contro il PS, che critica apertamente. “Il partito socialista ha smesso da un pezzo di proporre un’alternativa alla società borghese e liberale". Ci ha confidato Savoia ieri sera al termine del comitato cantonale in cui sono stati presentati i cinque nomi per la lista del Governo. E ancora: “Questo è un punto sostanziale che ci distingue dai socialisti: noi siamo per uno Stato snello, efficiente, senza sacche d'improduttività, come purtroppo capita oggi”. Ma anche il presidente del PS Manuele Bertoli non si tira indietro. E oggi arriva la sua risposta. “Prendo atto neanche con tanto stupore che i Verdi ci vedano come loro antagonisti”, ci dice innanzitutto Bertoli. Poi spiega: “Questo serve a loro per raccogliere consensi anche a sinistra perché senza una differenzazione l’operazione non si capirebbe. È una manovra elettorale legittima, che però ha delle conseguenze”. “Quando presentano lei liste degli esecutivi con numeri bassi - sottolinea il presidente del PS - vanno a danneggiare quelli che fino a oggi sono stati i loro partner. Cioè noi. È una scelta precisa, da quando Sergio è arrivato alla testa dei Verdi”. “Rifiuto in modo categorico questa stupidaggine sul fatto che si vogliano garantire le sacche d'improduttività: mi si dica dove sono”, ci dice ancora Bertoli. “È un discorso generico e molto leghista. Non mi sembra un’alternativa… c’è già la Lega che fa questo discorso”. Termina Bertoli: “A me spiace avere un avversario in più. Ed è Sergio e non i Verdi. Abbiamo sempre lavorato assieme ai Verdi – a livello cantoanale, federale e nei comuni -. Sergio ha il dentino avvelenato per ragioni sue da quando è uscito dal PS ed è entrato nei Verdi”.
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