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Ticino
Bertoli risponde alle critiche
Redazione
12 anni fa
"Ho il diritto di esprimere le mie idee" replica il presidente del Governo dopo i pesanti attacchi nei suoi confronti

Il discorso di Manuele Bertoli pronunciato il 1. agosto a Locarno, nel quale il consigliere di Stato auspicava una riconsiderazione del voto del 9 febbraio, ha suscitato una reazione a catena. Dal mondo politico, soprattutto dai sostenitori all'iniziativa contro l'immigrazione di massa, al web, dove sabato sera è stato aperto una pagina facebook in sui si insultava il ministro. Una pagina in seguito rimossa a causa delle potreste.

Ma colui che è oggetto di tutti gli attacchi, che ne pensa? Al Corriere del Ticino Manuele Bertoli ha replicato alle critiche, dicendosi incurante degli attacchi su facebook.

"Non ho dato troppo peso" risponde il presidente del Governo riguardo alla pagina facebook con insulti dedicata a lui. "Sono cose che, purtroppo, in Ticino succedono. Ed è curioso che accadano proprio da noi. Spesso teniamo a sottolineare quanto siamo diversi dagli italiani con un sacco di distinguo, ma sulla cultura dell'insulto siamo capaci di importare il peggio di quello che c'è oltre confine. Purtroppo le cose stanno così".

A dar fastidio, sottolinea Bertoli, in particolare è l'insulto senza contenuto politico: "Nel nostro cantone si fa fatica ad avere un confronto politico, anche duro, ma fondamentalmente sereno. Si tratta verosimilmente di persone che hanno delle certezze che si cono costruiti non so attingendo dove. Se hanno opinioni diverse dalle mie, per carità, li rispetto. Ma se questo è motivo per tacciare chi non la pensa come loro con chissà quali amenità, se le tengano".

Alle critiche di essere antidemocratico perché non rispettoso della decisione popolare del 9 febbraio, risponde: «Non sono per nulla antidemocratico. L'ipoteca di quel voto è pesante, ma la volontà deve essere implementata nel corso dei prossimi tre anni. Non si tratta di aggirare nulla. Ma porre la questione di un nuovo voto che confermi o meno la scelta non è per nulla campato per aria. I bilaterali li abbiamo votati nel 2000 e poi l'UDC e la destra di questo Paese ha sostanzialmente cercato di farli saltare quando si è parlato del primo allargamento a otto. La stessa cosa è stata poi fatta con Bulgaria e Romania, e in seguito, indirettamente, il 9 febbraio. Si era poi già pronti a farlo con l'adesione della Croazia. Cosa c'è di antidemicratico? Ricordo che sulla Cassa malati unica è la terza volta che andremo a votare in dieci anni. Questa è moneta corrente del nostro sistema è uno dei nostri valori nazionali festeggiati il 1. Agosto, invece ora tutto diventa improvvisamente impossibile, inaccettabile e arrogante. Tutte sciocchezze».

Ma chi era a parlare quel 1. agosto? Bertoli il privato cittadino o il presidente del Governo? "No ci sono equivoci, l'ho detto e l'ho scritto nel mio discorso. Chiedere al Consiglio federale di rivedere questa posizione tanto importante è una posizione mia personale, non del Governo. E, credo, personalmente ho il diritto di esprimere le mie idee. Non vedo cosa o chi debbano impedirmi ciò".

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