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Ticino
"Bertoli non ha mai chiesto ai docenti di far propaganda"
"Bertoli non ha mai chiesto ai docenti di far propaganda"
"Bertoli non ha mai chiesto ai docenti di far propaganda"
Redazione
8 anni fa
Il Governo ha risposto a Lara Filippini e cofirmatari, che chiedevano chiarezza sulla campagna "La Scuola che verrà"

Il Governo ci ha messo solo due giorni e un'ora lavorativa per rispondere all'interrogazione di Lara Filippini (UDC) e cofirmatari, che chiedevano chiarezza sulla campagna di voto su "La scuola che verrà" (vedi articolo suggerito).

Nella risposta all'atto parlamentare il Governo sottolinea che il credito di 6,73 milioni di franchi non è disponibile in nessuna forma, essendo sottoposto a votazione popolare. Pertanto "è impossibile", come ipotizzato dagli interroganti, che delle spese per "La Scuola che verrà" siano già state assunte e coperte da questo credito. 

Il Governo ha inoltre chiarito qual è lo scopo di quello che era stato descritto come un "volantino" o una "locandina" dagli interroganti. Si tratta di un'informazione dipartimentale in forma succinta "che riporta unicamente elementi di fatto e non invita ad esprimere un voto particolare". 

Non è mancata infine una bacchettata all'indirizzo di Filippini e cofirmatari, che avevano chiesto lumi su una presunta posizione scritta favorevole alla "Scuola che verrà" intimata dal ministro Manuele Bertoli durante il plenum dei direttori delle Scuole medie: "La domanda contiente purtroppo illazioni grossolanamente errate" puntualizza il Governo. "Non c'è stata alcuna imposizione di nessun tipo rivolta ai direttori: il dialogo tra l'autorità politica e i gremi organizzati dei quadri scolastici, come il Collegio cantonale dei direttori di scuola media, si svolge all'insegna dell'informazione, del dibattito, se del caso del confronto, nel rispetto dei reciproci ruoli. Anche il presunto auspicio di carattere propagandistico rivolto ai docenti" conclude il Governo, "è un'invenzione". 

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