
Per il presidente dei socialisti Manuele Bertoli, complessivamente il pacchetto è positivo e denota la volontà del governo di agire. Molte misure sono simili o uguali a quanto proposto dal PS in dicembre. Resta tuttavia un problema per Bertoli: il fatto che un quarto dell’impegno finanziario sia previsto nella direzione di uno sgravio alle aziende che fanno utili. Non vi è alcuna spiegazione a questa misura e Bertoli non esclude in merito il lancio di un referendum. In una nota diffusa nel pomeriggio, il Partito popolare democratico sostiene l’idea di intervenire in due fasi a dipendenza dell’evolversi della situazione. Non bisogna comunque dimenticare la revisione dei compiti dello Stato: la crisi finanziaria, sottolinea il PPD, non deve diventare la giustificazione per incrementare in modo acritico la spesa pubblica o per tollerare sprechi. Il capogruppo PLR Christian Vitta giudica interessanti diversi aspetti e il fatto che gli interventi siano pensati in più direzioni. In ambito fiscale sono da apprezzare le misure di sgravio alle aziende. Quanto agli investimenti, ciò che è previsto avrà sicuramente ricadute positive per l’economia. Il PLR, in una nota stampa, sostiene che "le misure rappresentino una sintesi equilibrata tra le esigenze di intervento a sostegno dell’economia, e in questo senso apprezza la proposta avanzata in governo dai suoi rappresentanti di un’attenuazione mirata e temporanea dell’imposizione delle imprese, e quelle di intervento a favore degli enti e delle persone che sono progressivamente toccate dalle conseguenze della crisi economica, quali l’intensificazione delle misure a sostegno del collocamento degli apprendisti a tirocinio o dell’entrata nel mondo del lavoro dei giovani che prossimamente concluderanno la loro formazione".“Con simili idee non si va da nessuna parte”. Esordisce così l’editoriale pubblicato oggi sul Mattino Online, il mezzo di informazione elettronico legato alla Lega dei Ticinesi. “Più lo si guarda, meno ci si entusiasma per l’ormai mitologico pacchetto”, si legge ancora, dove si parla anche di “attendismo elevato a sistema, ricette vecchie per problemi nuovi” e di “un’autorità politica cantonale” che non ha “una capacitä reale di rispondere ai bisogni”.Per il capogruppo UDC Marco Chiesa, mezzo punto in meno dell’aliquota per le persone giuridiche è meglio di niente, anche se un punto sarebbe stato molto più adatto per dare un segnale concreto. Quanto alle persone fisiche, non prevedere sgravi, soprattutto a vantaggio del ceto medio che maggiormente potrebbe dare linfa all’economia, per Chiesa è stata persa un’occasione.Per i Verdi, Sergio Savoia si dice d’accordo sui criteri alla base del pacchetto, parlando di uno sforzo interessante e con misure equilibrate. Qualche dubbio sulle misure fiscali, ma Savoia si riserva di prendere visione del rapporto nel dettaglio. Quanto alle raccomandazioni avanzate dai Verdi, non sembrano previsti investimenti puramente congiunturali, che porterebbero ad una cementificazione ulteriore del cantone. [email protected]
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