
Stamane su Incontro democratico s’è scagliata l’ira del ministro liberale Gabriele Gendotti. E ora lei come reagisce? “In maniera - risponde il presidente del PS Manuele Bertoli - estremamente tranquilla e pacata. Strano posto il Ticino. In questo cantone quando si fanno le cose in modo trasparente, alla luce del sole, senza secondi fini, si scatena il finimondo con le valutazioni più fantasiose. Incontro democratico è né più ne meno quello che è stato presentato pubblicamente e apertamente, con tanto di manifesto e statuto. Un luogo di dibattito in cui discutere di temi che interessano tutti. Tutte le altre elucubrazioni sono del tutto fuori posto. Soprattutto le dietrologie che vogliono vedere qualcosa che non c’è, in funzione delle prossime elezioni cantonali o di accordi partitico-politici di qualsiasi genere”. Restiamo al PLR. Il presidente Walter Gianora non ha avuto mezze misure nel silurare Incontro democratico, bollandola di “inaccettabile”. E’ ostaggio della destra del suo partito? “Non voglio entrare in polemica con Gianora, anche perché non c’è nessuna ragione per farlo. Se c’è una discussione in atto nel PLR, che si tenga all’interno del PLR. L’associazione non è nata per dividere il PLR: Gianora da questo punto di vista stia pure tranquillo”. Resta comunque che il livello della polemica è altissimo. Vuole dire che nessuno ha capito niente?Diciamo che molti commenti malevoli sono purtroppo molto interessati e servono solo a parlare male degli altri, comunque e sempre, in questo caso di chi ha preso questa iniziativa. Non è affatto sorprendente e fa parte proprio di quel battibecco continuo che ha ridotto la politica ticinese a quello che è e che, con la nascita di Incontro democratico, si vorrebbe contribuire a superare. Passiamo al PS. Anche per Werner Carobbio “la questione è essenzialmente del PLR nel quale c’è un problema che va ben al di là del problema stesso della nuova associazione”. Ma al contempo Carobbio è scettico. “Io - ci ha detto - non avuto dubbi a non partecipare ad un’operazione che mi sembra fragile”. “Sono sempre dell’opinione – ha aggiunto - che bisogna essere chiari nelle posizioni”. E che bisogna “concentrarsi sulle scelte che interessano il partito come la disoccupazione o i giovani”… “Per quanto riguarda le posizioni del PS non posso che concordare con Carobbio. Del resto negli ultimi anni abbiamo fatto parecchie cose in questo senso, anche cose che ci hanno diviso dai radicali. La nascita di Incontro democratico da questo punto di vista non cambia assolutamente nulla”. Carobbio, come anche l’ex presidente socialista Anna Biscossa, criticano il fatto che a farne parte siano presidente, vicepresidente e capogruppo, perché questo impegna automaticamente anche il partito... “Su questo punto non concordo. Vorrei ricordare a tutti che il congresso del PS del 2008 mi ha affidato un mandato preciso di lavorare in questa direzione. Nel documento approvato dal congresso, intitolato “Per la coesione sociale e l’ambiente”, stava scritto che bisognava lavorare per rafforzare il ruolo di “costruttore di ponti” del PS. Per tentare di spezzare l’atavico ingessamento della politica ticinese caratterizzato dal tutti contro tutti. E che per costruire un legame duraturo e importante fosse opportuno promuovere la nascita di un “circolo democratico”. Non una nuova forza politica, ma un luogo di incontro e discussione sui temi di società dove far maturare vicinanze e comuni denominatori politici tra aderenti e simpatizzanti a partiti e movimenti diversi riconducibili ad un ipotetico centro-sinistra ticinese. E’ su questa base che ci siamo mossi. Incontro democratico non impegna nessun partito in nessun modo, è aperto a tutti coloro vorranno farvi parte, ne condividono il manifesto ed è solo un’occasione in più per dibattere di temi che riguardano tutti. E Per quale logica strampalata io non dovrei parteciparvi a pieno t
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