
Manuele Bertoli va all’attacco della Lega e del suo modo di fare informazione. “Sull’afflusso di frontalieri in Ticino non sta campando solo una fetta dell’economia, per ragioni di profitto, ma anche una parte della politica, per tornaconti non meno nobili” ha scritto in un post sul suo profilo Facebook il Consigliere di Stato socialista.
A scatenare la miccia è un titolo a mezza pagina del Mattino della Domenica: “Il frontalierato esplode in farmacia”, con spunto sul caso dello stipendio di 200’ franchi percepiti da un’assistente in farmacia a Chiasso. Caso che, ci tiene a precisare Bertoli, si è “rivelato una bufala già da tempo”, ma nonostante ciò “Quadri non pare essersene accorto”.
Mette i puntini sulle i, il responsabile del DECS. Esplosione, prima di tutto, è una parola sproporzionata. Delle 40 diplomate, 35 hanno trovato posto, mentre restano vacanti 3 offerte di lavoro che apparentemente a nessuno interessano. “Non ci sono farmacisti residenti in Ticino in cerca di un posto di lavoro”, scrive Bertoli, ed in ogni caso “il DSS non concede più autorizzazioni di stage a farmacisti da oltre confine”. Non solo nel campo farmaceutico, ma in generale in un anno, su proposta dello stesso Bertoli, gli apprendisti maggiorenni italiani sono dimezzati. Però, prosegue il post, “il domenicale non ha avuto tempo o modo di riferirne”.
Insomma, secondo Manuele Bertoli, sui frontalieri e il loro sottrarre il lavoro ai residenti (di cui si chiede di chi è la colpa, “dei frontalieri che cercano lavoro o dei “capitani d’industria” che li vanno a cercare, nonché della mancanza di volontà politica di rafforzare le tutele sul mercato del lavoro, mancata volontà che tocca anche la Lega?”), la Lega e in particolare Lorenzo Quadri ne stanno facendo un cavallo di battaglia politico.
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