
Forti polemiche per la mail che Michele Guerra ha inviato ad alcuni preti spiegando, nella sua visione del tema, l'importanza del sostenere l'iniziativa per l'insegnamento della civica per non compromettere il numero delle ore di religione nel programma scolastico degli istituti ticinesi. Tesi smentita dal direttore del DECS Manuele Bertoli.
Consigliere di Stato Bertoli, il deputato Michele Guerra ha spiegato in una mail ad alcuni sacerdoti che, cito, “Bertoli e funzionari, non si premureranno certo - come fatto da noi - di tutelare l'ora di religione”. Come commenta questa affermazione?La “tutela” dell’ora di religione innanzitutto non c’entra nulla con la civica. L’affermazione di Guerra è poi una sciocchezza, già solo perché sulla questione istruzione religiosa/storia delle religioni le competenze decisionali non sono del mio Dipartimento ma del Governo e del Gran Consiglio. La posizione del Governo sul tema è chiarissima ed è stata spiegata in almeno due messaggi, documenti indirizzati al Parlamento e pubblici. E’ triste vedere un deputato ricorrere a questi mezzucci per tentare di abbindolare delle persone, oltretutto dei religiosi, con argomenti fallaci.
Nella suddetta mail Guerra scrive “la soluzione che viene posta in votazione popolare è frutto anche di un accordo affinché non si vada ad intaccare l'ora di religione come invece voleva fare il ministro Bertoli”. Il fatto che ci siano, o si ipotizzino, accordi su una votazione popolare con presunti esponenti religiosi rientra nella normale propaganda politica o ritiene che ci sia qualcosa di errato nella forma o nei modi con cui un determinato comitato sta conducendo la propria campagna?Il giudizio sui mezzi utilizzati dai diversi comitati di votazione lo lascio volentieri ai cittadini. Quello che certamente non è vero è che il voto del 24 settembre abbia qualcosa a che fare con la questione della storia delle religioni, anche se anni fa era stata ipotizzata una soluzione che vedeva un incrocio tra i due dossier (civica e storia delle religioni), ipotesi abbandonata da molto tempo per mancanza di consenso da parte della chiesa.
Sono previste modifiche nel prossimo futuro per quanto riguarda l’insegnamento della religione a scuola?Solo se dovesse essere modificata la legge dal Parlamento. Il Consiglio di Stato ha però sempre detto al Gran Consiglio di evitare le prove di forza e chiesto di attendere un accordo tra Governo e chiese prima di procedere a qualsiasi modifica legislativa. Da quel che si apprende oggi non sarebbe però questa l’intenzione di una parte dei parlamentari.
Secondo Lei quale sarebbe il modo migliore per integrare la Civica nel programma scolastico?Lasciare la legge com’è e dar seguito ai suggerimenti della SUPSI sul miglioramento della situazione, processo sospeso dal 2012 in attesa del punto finale sull’iniziativa lanciata dal sig. Siccardi e dagli altri promotori.
MS
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