
I 26 direttori cantonali della pubblica educazione si stanno incontrando tra ieri e oggi a Braunwald, nel canton Glarona, in occasione della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione. Tra di loro anche Manuele Bertoli che per l'occasione ha scritto un lungo articolo sul Tages-Anzeiger in cui spiega e difende l’importanza dell’italiano ai colleghi d’oltralpe.
Nonostante l’italiano sia una lingua nazionale, spiega il ministro, in molti cantoni non viene sempre offerto come materia per la maturità. “Capisco che i ragazzi della svizzera tedesca e francese preferiscano imparare lingue nazionali come seconda lingua più importanti che l’italiano. E posso ben comprendere che nell’era della globalizzazione l’inglese sia importante. Quello che non capisco è per quale motivo i giovani svizzeri al nord delle Alpi non possano imparare tutte e tre le lingue (le due nazionali e quella inglese) come i colleghi ticinesi”.
“Come rappresentante della Dipartimento dell'educazione del cantone Ticino e membro del Forum per la lingua italiana” ha precisato Bertoli, “ho solo un desiderio: Che la discrepanza esistente tra ciò che prescrive la legge e ciò che viene effettivamente applicato nella realtà venga superata”.
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