
L'iniziativa Minder contro i salari abusivi consentirà di porre un freno al "parassitismo dei manager", che sono diventati "un pericolo per tutta l'economia". Lo sostiene l'ex procuratore pubblico ticinese Paolo Bernasconi in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale romando "Le Matin Dimanche", rivelando il suo sostegno al testo che verrà sottoposto al voto popolare il prossimo 3 marzo."I soli criteri per un'assunzione che contano oggi agli occhi dei quadri dirigenti sono il salario, i bonus e l'esistenza di un 'paracadute dorato'. Se una persona si impegna così ferocemente per ottenere buone condizioni in caso di partenza vuol dire che ha già previsto di lasciare l'incarico", denuncia il ticinese.O meglio: questo manager se ne andrà non appena avrà ottenuto bonus a sufficienza e avrà "spremuto come un limone" l'azienda. Gli amministratori cedono, dicendosi che si tratta della miglior persona sul mercato: "questa menzogna è insopportabile", afferma Bernasconi."Una persona di questo genere non è la migliore, solo la più ambita. Non è più un dirigente, ma un mercenario" che resterà nell'azienda finché c'è da guadagnare e se ne andrà - probabilmente proprio prima della catastrofe - aprendo il proprio 'paracadute dorato', rileva l'ex magistrato. Il gioco riprenderà poi nella prossima azienda da spremere fino all'ultima goccia.Il sistema dei bonus, di ispirazione anglosassone, privilegia i dirigenti che realizzano profitti massimi nel minor tempo possibile, spiega Bernasconi. Sono pagati profumatamente per questo, e quindi a nessuno interessano le conseguenze a lungo termine di queste azioni. Questa contraddizione ha un nome: si chiama conflitto di interesse.Oramai "quella dei bonus è una pratica che ha raggiunto livelli tali da entrare in conflitto con un principio fondamentale - difeso dal codice delle obbligazioni - che è quello della lealtà dei dirigenti verso l'azienda", rileva l'ex procuratore, citando l'esempio di UBS, banca "gestita da manager incollati di trimestre in trimestre ai loro bonus. Vediamo proprio oggi quali sono i risultati".Paolo Bernasconi si impegna a sostenere l'iniziativa Minder lavorando alla creazione di un "comitato nazionale senza partito", che riunisca personalità di tutti gli ambienti: "auspichiamo di poter fondare dei 'comitati Minder' nei quartieri, nelle scuole, nelle fabbriche e nelle banche". Resta poco tempo prima della votazione del 3 marzo e la battaglia si annuncia impari, rileva il ticinese.ATS
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