
«Sono pieno di entusiasmo per questa nuova sfida». Così Erik Bernasconi - regista, sceneggiatore e docente di regia al CISA di Locarno - commenta la sua nomina da parte dei vertici di Castellinaria alla direzione artistica del festival del cinema giovane, rimasto orfano, poco più di un mese fa, della sua storica guida, Giancarlo Zappoli, che ha deciso di lasciare l’incarico dopo 28 anni. «È un lavoro nuovo per me – ci racconta. Non ho mai curato la direzione artistica di un festival. E quindi un po’ dovrò imparare, ma sono profondamente felice perché è un festival che conosco molto bene e con il quale collaboro da anni. Un festival che porta informazioni, porta conoscenza, porta emozioni che vengono da tutto il mondo; condurlo, per me, non potrà che essere una grande gioia».
Nel solco della continuità
Quanto all’impronta personale che intende imprimere al festival, Bernasconi assicura: «lavorerò nel solco della continuità, visto che Castellinaria funziona già molto bene, però porterò la mia personalità, in un lavoro comune insieme alle tante persone che si occupano del festival».
Le sfide
Le sfide maggiori? Capire come continuare a offrire un’esperienza di comunità di fronte a un mondo che cambia, a una tecnologia che avanza e a un modo di fruizione del cinema che evolve. Un quadro in cui, però, il bisogno e la voglia di storie rimangono ben saldi. Ecco: per Bernasconi, la sfida è dunque proprio qui: creare esperienze collettive, «perché la caratteristica di un festival come Castellinaria, rispetto a molti altri modi di fruire delle storie, è quella di offrire occasioni per stare insieme, per vivere esperienze come gruppo di persone che guarda un film, poi ne discute e poi, magari dopo mezz’ora, ne guarda un altro e ne discute ancora. Credo sia questo, il fulcro: dare vita a un’esperienza collettiva».
Tra riflessione e provocazione
Se dovesse esprimere un desiderio per questo festival, nel «giorno zero» della sua nuova sfida, Bernasconi gli augurerebbe di portare momenti di riflessione, di distensione, magari anche di provocazione, riuscendo comunque sempre a stimolare una riflessione importante sulla nostra società.

