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Ticino
"Berna condanna la Svizzera a esser presa in giro dall'Italia"
"Berna condanna la Svizzera a esser presa in giro dall'Italia"
"Berna condanna la Svizzera a esser presa in giro dall'Italia"
Redazione
8 anni fa
La Lega "sconcertata, ma non sorpresa" della risposta del Consiglio federale sull'appoggio negato al blocco dei ristorni

"Sconcerto, ma nessuna sorpresa". Così la Lega dei Ticinesi reagisce alla risposta del Consiglio federale in merito all'interpellanza del consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, che chiedeva un appoggio da Berna al Ticino in caso di decisione di blocco dei ristorni da parte di una maggioranza del Consiglio di Stato di fronte "all'ormai evidente volontà italiana di affossare il nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri". 

Nella sua risposta il Consiglio federale ha ribadito di voler privilegiare la via del dialogo con l'Italia (vedi articolo suggerito). Un approccio che sta stancando il movimento di via Monte Boglia: "Con i suoi reiterati inviti a proseguire sempre e comunque sulla via, ampiamente dimostratasi fallimentare, del dialogo inconcludente, il Consiglio federale condanna la Svizzera a venire presa in giro in eterno dalla vicina Repubblica ed il Ticino a continuare a farsi carico, da solo, dei costi esorbitanti – stiamo parlando infatti di oltre 83 milioni di franchi all’anno – della Convenzione del 1974, vetusta e superata dagli eventi " sottolinea la Lega dei Ticinesi in una nota. "E dire che quattro anni fa Evelin Widmer Schlumpf aveva promesso la disdetta unilaterale della Convenzione del 1974…".

"Stante la volontà del CF di perpetrare l’attuale situazione di stallo" prosegue la Lega, "il Consiglio di Stato non ha più a questo momento alcuna scusa per non prendere in mano la situazione e decidere, già alla sua prossima seduta, il blocco dei ristorni, a più riprese proposto dagli esponenti leghisti Gobbi e Zali".

Il movimento si interroga infine sulla posizione del Consigliere federale ticinese Ignazio Cassis (PLR): "Se è vero che Cassis, come dalle sue ultime dichiarazioni, è “irritato” con l’Italia per il continuo temporeggiamento sul nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri, avrebbe dovuto opporsi ad una presa di posizione dal tenore tanto rinunciatario. Chissà perché c’è invece il sospetto che il ministro PLR, con le sue dichiarazioni “bellicose” nei confronti del Belpaese, abbia semplicemente voluto reggere bordone al suo partito cantonale che, dato il periodo elettorale, ha pensato bene di fotocopiare le posizioni della Lega contrarie ai ristorni (“politica Xerox”)".

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