
La Confederazione ha emesso il suo giudizio sui programmi svizzeri di agglomerato di terza generazione. Su 36 programmi inoltrati dalle agglomerazioni svizzere, quattro sono stati giudicati insufficienti e sono stati esclusi dai contributi federali. Tra questi il Programmo di agglomerato di terza generazione del Luganese (PAL3), che comprende nuove misure per 109,7 milioni di franchi. Al contrario i progetti relativi al Bellinzonese, Locarnese e Mendrisiotto sono stati ritenuti adeguati e beneficeranno dei finanziamenti federali.
Sulla decisione di Berna prende ora posizione l'associazione "I cittadini per il territorio del Luganese" che giudica "clamorosa" la notizia e non lesina critiche: "La Commissione regionale dei trasporti del luganese (CRTL) contava su un congruo sussidio federale, ma la Confederazione ha rifiutato di contribuirvi, perché il PAL3 non ha superato l’esame effettuato sulla base di quattro criteri: migliore qualità del sistema dei trasporti; maggior sviluppo centripeto degli insediamenti; maggiore sicurezza del traffico; minore carico ambientale e impiego delle risorse".
La sentenza del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’ energia e della comunicazioni (DATEC) è severa, sottolinea l'associazione: “Quattro programmi (Argovia est, Delémont, Frauenfeld e Luganese) sono risultati insufficienti in sede di valutazione dei criteri d’efficacia e non beneficeranno pertanto di alcun contributo federale”.
Il PAL3 era stato messo in consultazione dalla vigilia di Natale a fine febbraio 2016, ricordano I Cittadini per il territorio del Luganese, che avevano constatato "la poca concretezza e la velleità della proposta".
"Il PAL3 continua nella linea fallimentare del PAL2, che ha raccolto ampie critiche e opposizioni" prosegue l'associazione. "A Lugano i cittadini hanno promosso un referendum che ha avuto successo. La votazione, che dovrebbe permettere alla popolazione di esprimersi, è stata bloccata da un ricorso pretestuoso ancora pendente davanti al Tribunale Amministrativo che sta dimostrando un’inaccettabile lentezza nell’evasione dell’incarto".
Le Associazioni di Cittadini per il territorio del Luganese criticano infine la Commissione regionale dei trasporti del Luganese (CRTL), presieduta dal sindaco di Massagno Giovanni Bruschetti, "non solo per i suoi insuccessi nel campo della programmazione territoriale, ma anche per l’inconcludenza della sua azione di intermediazione tra Comuni e Cantone e per l’incapacità di dialogare e costruire un consenso con la popolazione. Considerate le insoddisfazioni rilevate dai cittadini e dai politici, diventa attuale la richiesta di un cambiamento di gestione in seno alla CRTL".
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