
La dottoressa Laura Armani non può esercitare nel nostro cantone. A deciderlo l’Amministrazione cantonale che a causa delle barriere architettoniche presenti nello studio medico della dottoressa, renderebbero difficile l’accesso alle persone disabili. Ma secondo uno studio del Caffè ben il 90% degli studi non sono conformi alle prescrizioni di legge. A schierarsi contro questo “abuso di potere in seno al DSS”, il deputato leghista Silvano Bergonzoli che in un’interrogazione osserva come “appare evidente a chiunque che la nuova decisione di divieto di esercitare indirizzata alla sola dottoressa Armani è essenzialmente la conseguenza di un accanimento verso una persona che ha fatto una scelta moralmente discutibile (vedi il cambiamento di sesso)”. Infatti, osserva Bergonzoli, anche precedentemente la dottoressa Armani "era già stata al centro della cronaca per la sua scelta di cambiare sesso e per il fatto che, a causa di ciò, l’autorità cantonale le aveva già negato l’autorizzazione ad esercitare. Divieto poi annullato da una sentenza del Tribunale Federale”. Ma in Ticino osserva poi il deputato leghista esistono altri casi rimbalzati alla cronaca per irregolarità gravi. E cita il caso del dottor Arnaldo Catti che per “abuso su persona incapace di resistere” è stato condannato dal Tribunale federale. Ma in seguito la Commissione sanitaria “ha poi ritenuto che non sussistessero gli estremi per negare l’autorizzazione ad esercitare”. Quindi il deputato leghista chiede al Governo chi sia il funzionario che ha posto il divieto d’esercizio alla dottoressa e se corrisponde al vero che anche nella maggior parte degli studi non è osservato il rispetto delle barriere architettoniche. E se ci fosse stato un abuso di potere, osserva Bergonzoli, non si dovrebbe segnalarlo alla Magistratura?
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