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Ticino
Benzina, conviene fare il pieno in Italia? Il confronto con la Svizzera
Redazione
4 ore fa
Il prezzo del carburante riaccende il confronto oltreconfine. Mentre alcuni automobilisti guardano all’Italia per risparmiare, a Berna si chiede un intervento per contenere il peso del caro-benzina.

Fare benzina in Italia può oggi risultare conveniente per alcuni automobilisti svizzeri. A raccontarlo sono gli stessi clienti che attraversano il confine per approfittare dei prezzi più bassi. «In confronto alla Svizzera è molto vantaggioso. Lì è 2,35 franchi, qui 2,19 euro. Considerando il cambio, è come se la pagassi due franchi: c'è un risparmio di circa trenta centesimi», spiega un automobilista. Anche un altro cliente racconta come, negli ultimi anni, il vantaggio sia cambiato: «Fino a qualche anno fa la benzina era enormemente più conveniente in Svizzera, adesso non lo è più».

Il tema è tornato d'attualità dopo la decisione di diverse compagnie di distribuzione italiane, tra cui ENI, di introdurre un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel.

Si chiede un intervento a livello federale

Secondo Simone Gianini, presidente di ACS Svizzera, tuttavia, il divario non sarebbe ancora così significativo da rendere conveniente attraversare il confine: «Per ora non è così vantaggioso, anche da noi siamo più o meno su quei livelli». Il rincaro, sottolinea, ha però alimentato il malcontento degli automobilisti: «È per questo che si chiede al Governo federale di agire».

A chiedere un intervento della Confederazione è anche l'Associazione Ticinese delle Stazioni di Servizio, preoccupata soprattutto per la mancanza di risposte alle numerose sollecitazioni giunte in questi mesi. Il portavoce Boris Martinoni parla di «immobilismo» della Svizzera rispetto agli interventi adottati dai Paesi confinanti: «In Svizzera non è ancora stato fatto nulla. Magari non c'è la soluzione perfetta, ma non far niente è controproducente per la popolazione».

Cosa sta facendo la politica

Sul fronte politico sono state presentate diverse iniziative parlamentari, spiega Gianini: «Abbiamo depositato in particolare due mozioni, che chiedono di intervenire sull’IVA applicata alle tasse. Ci sembra infatti una sorta di doppia tassazione e già intervenendo su questo aspetto ci sarebbe un po’ di sollievo. Abbiamo inoltre chiesto di studiare dei meccanismi che, una volta raggiunta una determinata soglia di prezzo, possano neutralizzare l’IVA sull’aumento del costo del carburante. È vero che in Svizzera non si può agire come sta facendo l’Italia. L’Italia ha la «fortuna» di essere proprietaria di ENI, uno dei principali produttori e distributori di idrocarburi del Paese. In questo modo, anche se indirettamente, il governo ha potuto esercitare una certa pressione. Non ha imposto direttamente una riduzione dei prezzi, ma ha minacciato una forte tassazione e, di conseguenza, le compagnie hanno ridotto il prezzo alla pompa».