
Com’era immaginabile agli automobilisti non è andata proprio giù la proposta di un aumento della benzina a ben 5 franchi al litro lanciata dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf negli scorsi giorni. Una sorta di riforma fiscale in salsa ecologica, che introdurrebbe delle ecotasse sulla benzina di ben due franchi e settanta. Entrate che andrebbero a ridurre i premi di cassa malati e le aliquote AVS. E in Ticino le prime prese di posizione politiche non sono tardate ad arrivare. “Non c’è più limite all’indecenza, la consigliera ha perso il bon-ton, è una decisione che mira a colpire le fasce più deboli”, afferma il presidente dell’UDC Gabriele Pinoja. Gabriele Gendotti coordinatore del PLR “il principio potrebbe anche essere giusto, ma bisogna affrontarlo con ragionevolezza, per così com’è non ci sarebbe consenso”. Gli fa eco il presidente del PPD Giovanni Jelmini “Se l’economia non offrirà un alternativa valida, con questa proposta il trasporto pubblico diventerà un lusso, riservato solo a chi avrà i soldi”. “E un’uscita infelice” commenta Saverio Lurati presidente del Partito Socialista, che continua “è un modo come un altro per farsi dire no direttamente e terrorizzare la popolazione”. Secondo Sergio Savoia presidente dei Verdi non sarà necessario attendere il 2050, si arriverà a quota 5 franchi molto prima. E conclude “questa uscita fa un po’ sorridere, perché è indietro sui tempi, la soluzione sarà consumare meno e diventare più efficienti a livello energetico”. Per nulla d’accordo con questa proposta Lorenzo Quadri della Lega.“È ora di piantarla di penalizzare gli automobilisti” tuona Quadri “se la Confederazione non ha soldi, doveva pensarci due volte prima di uscire dal nucleare, piuttosto - conclude - dovrebbero iniziare a tagliare sugli aiuti all’estero e non mettere le mani nelle tasche dei cittadini”.Per ora dunque resta solo una proposta, ma certo è che se dovesse diventare realtà l’autunno che si appresta ad arrivare si preannuncia rovente. Christian Fini
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