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Ticino
Benetton: "Una banda di arroganti!"
Redazione
12 anni fa
L'OCST denuncia il "gioco di prestigio" dell'azienda italiana, che chiude a Lugano per aprire a Campione, offrendo stipendi di 2/3 inferiori

L'OCST non intende affatto chiudere un occhio sul comportamento della Benetton, che a due giorni dalla chiusura del negozio di Lugano ne ha aperto un altro, a Campione d'Italia, con prezzi del 35-40% inferiori a quelli svizzeri, e paghe di 2/3 inferiori.

In un comunicato stampa odierno, il sindacato cristiano-sociale attacca i dirigenti Benetton ed assicura che i licenziamenti del personale che fino ad agosto lavorava nel megastore di Piazza Dante a Lugano finiranno in Pretura.

"Alla cabina di regia della Benetton a Ponzano Veneto in provincia di Treviso, il rispetto nei confronti del personale che vende il suo marchio non è assolutamente una priorità" scrive l'OCST. "Con l’arroganza di chi nasconde la polvere sotto lo zerbino pensando di non essere scoperti, producono merce e la danno in conto vendita ad una serie innumerevole di Società (facilmente riconducibili alla casa madre trevigiana) che gestiscono in loco l’attività."

"Il solito gioco di prestigio che vede “la cassaforte Benetton” scaricare il rischio aziendale ad un rigagnolo di società per poter tranquillamente aprire nuovi spazi commerciali “non importa dove” e continuare a dire “con questa gente, non c’entriamo nulla”. Il tutto, condito dall’arroganza di chi è convinto di avere ragione" prosegue il sindacato.

"In questo contesto, s’inserisce l’ennesima avventura aziendale del marchio Benetton: apriamo (o, meglio detto, facciamo aprire dal primo pseudo-commerciante che passa) un negozio nell’enclave di Campione d’Italia" scrive ancora l'OCST. "Ma dove è il problema? Questo avviene a 48 ore dalla chiusura del megastore di Lugano in Piazza Dante, oggetto di un contenzioso che finirà davanti alla Pretura per licenziamenti collettivi abusivi. A 10 chilometri di distanza dal centro Lugano …"

"Uno spazio commerciale capitanato da un gerente filantropo, che utilizza messaggi pubblicitari di pessimo gusto del tipo “i nostri prezzi sono quelli della distribuzione italiana, quindi inferiori del 35%/40% rispetto a Benetton in Svizzera” e si permette di schernire il personale di Lugano (alla ricerca di un posto di lavoro) con un bel “nessuno è interessato … certo, noi offriamo stipendi italiani, probabilmente per loro è meglio la disoccupazione”" si legge ancora nel comunicato.

"Alla Benetton di Piazza Dante a Lugano lavoravano sino a sabato scorso una ventina di persone con un salario minimo di fr. 3'500.-- al mese lordo per 13 mensilità" prosegue l'OCST. "Oggi, tutte licenziate e residenti in Svizzera e annunciatesi in disoccupazione, devono proprio farsi sbeffeggiare da un gerente “poco illuminato” disposto ad offrire loro un salario di 2/3 inferiore? Disgustoso."

"E’ questo il concetto di moda che porta nel Mondo il marchio trevigiano Benetton: imprenditori “mordi e fuggi”, nulla di più, nulla di meno" conclude l'OCST. "Osiamo pertanto sperare che, in quel di Campione d’Italia, la fedele clientela di Piazza Dante non trovi una comoda alternativa."

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