Cerca e trova immobili
Ticino
“Ben lontani dall’immunità di gregge”
Redazione
6 anni fa
Franco Cavalli dell’IOR commenta i dati del test sierologico: “Percentuale che ci si aspettava”. E aggiunge: “Prestare molta attenzione all’evoluzione dei casi”

Ieri il medico cantonale Giorgio Merlani ha comunicato i primi dati del test sierologico: un ticinese su dieci ha gli anticorpi. Franco Cavalli, presidente dell’Istituto oncologico di ricerca (IOR) ai microfoni di Radio3i ha commentato: “È una percentuale che corrisponde a quanto si è visto in altri posti che hanno vissuto ondate di simile intensità, come Ginevra o Parigi. Grossomodo è la percentuale che ci si aspettava”.

“Il dato dice due cose: ci sono tanti che hanno contratto il virus e che non hanno mostrato sintomi, quindi bisogna continuare a fare attenzione e proteggersi. D’altra parte, siamo ben lontani dall’immunità di gregge”, spiega. Con il 10% della popolazione positiva – e senza la conferma che gli anticorpi diano effettivamente una protezione a lunga scadenza – si è ben lontani da quel minimo al 60% che segna l’immunità della popolazione.

Da sabato nel Cantone non ci sono più pazienti di Covid-19 negli ospedali. Questo sembrerebbe essere in contrasto con quanto affermato dagli esperti, preoccupati dalla situazione in Svizzera. “Quello che sta capitando è che i numeri a nord delle Alpi stanno aumentando, soprattutto negli ultimi giorni si è verificato un dato R0 di 2,4, ovvero ogni persona che ha il virus ne infetta almeno 3”, e aggiunge: “Durante la prima ondata era attorno al 4”.

Sulle ospedalizzazioni Cavalli spiega: “Non è in contrasto perché le ospedalizzazioni iniziano ad avvenire due o tre settimane dopo che i numeri hanno cominciato a salire. Dai dati a nostra disposizione inoltre risulta che ora sono soprattutto i giovani a essere infettati (militari, avventori dei locali notturni) che non finiscono quasi mai in ospedale ma rischiano di contagiare poi persone a rischio o più anziani. Il fatto che per il momento non ci siano nuove ospedalizzazioni non tranquillizza per niente, quello che conta è il numero delle nuove infezioni e la percentuale dei contagi, ovvero quanto queste persone contagiano” asserisce.

Ad oggi, dunque, bisogna ancora prestare attenzione e anzi “fare di più rispetto a quello che si è fatto nelle ultime settimane”. “Ho visto spesso poche persone con la mascherina sui mezzi pubblici”, spiega cavalli. Mascherina di cui ora estenderebbe l’obbligo per esempio anche ai negozi per “evitare una seconda ondata che al momento non è esclusa, visti i numeri dei contagi”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata