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Ticino
Ben 14 multe dalla Croazia, ma lei non aveva la patente...
Ben 14 multe dalla Croazia, ma lei non aveva la patente...
Ben 14 multe dalla Croazia, ma lei non aveva la patente...
Redazione
8 anni fa
Matteo Quadranti racconta il caso di una ticinese, sanzionata per delle infrazioni mai commesse, e interroga il Governo

La gestione delle multe di circolazione comminate all'estero a detentori di targhe ticinesi è finita al centro di un'interrogazione in cui il deputato PLR Matteo Quadranti chiede maggiori lumi sulla responsabilità e il ruolo dell'Amministrazione cantonale in relazione alla protezione giuridica dei propri cittadini. Per illustrare la problematica, Quadranti cita il caso di una giovane ticinese, che si è vista comminare una serie di multe dalla città croata di Pula, quando ancora non era in possesso della patente, e che si è rivolta più volte all'amministrazione cantonale per risolvere il problema. 

Nel settembre 2015 un avvocato della citta di Pula in Croazia invia una lettera raccomandata a una giovane ticinese in lingua croata con traduzione in tedesco in cui si intimava di pagare una serie di multe (14 multe) comminate nel periodo dal 3 febbraio 2011 all'8 aprile 2013 per stazionamento abusivo di un veicolo targato Ticino su un posteggio pubblico a pagamento della città sopracitata.

La giovane ticinese, nel periodo in cui sono state comminate le multe, era ancora minorenne e ha conseguito la patente e acquistato un proprio veicolo solo nel luglio 2014 e in quel mese ha ricevuto la targa dall’Ufficio di Circolazione che corrisponde al numero indicato nella intimazione al pagamento delle multe inviata dalla Croazia. La ragazza  si è quindi rivolta all’Ufficio della Circolazione, il quale l’ha consigliata verbalmente di scrivere all’avvocato specificando che al tempo in cui sono state fatte queste multe la targa era in possesso di un altro detentore di veicolo.

Su questa indicazione dell’Ufficio cantonale la giovane ha inviato una lettera all’avvocato per raccomandata (17.09.2015) in cui si specificava che la targa nel periodo 2011 a 2013 era in possesso di un altro detentore e si indicava di prendere contatto con l’Ufficio della Circolazione del Cantone Ticino per ulteriori ragguagli. La lettera inviata era in italiano e in tedesco con allegati i vari documenti che attestavano l’immatricolazione nel luglio 2014.

Passano quasi tre anni e il mese di ottobre 2018 le arriva una nuova lettera dal Comune di Pula e questa volta senza alcuna traduzione. Si è pensato a uno sbaglio e non si è risposto alla stessa. A metà gennaio di quest’anno il padre della interessata ha voluto comunque chiedere chiarimenti alla Polizia cantonale (16.01.2019) e da parte dell’agente interpellato gli è stato comunicato il nome e cognome e domicilio del precedente detentore della targa e gli si è consigliato di prendere contatto con l’Ufficio della Circolazione.

Il 21 gennaio 2019 la giovane ticinese riceve una nuova lettera dal Comune di Pula, sempre in croato, che sembre essere un'ulteriore intimazione con un termine di ricorso di 8 giorni. Il giorno dopo il padre si è recato a Camorino e da parte dell’Ufficio Multe della Sezione circolazione gli è stato detto di prendere contatto con la propria assicurazione di protezione giuridica e che da parte loro avrebbero inviato una dichiarazione da allegare alla risposta al Comune croato che la targa ai tempi delle multe date era effettivamente di un altro detentore di veicolo.

Secondo Quadranti il Cantone, in questo caso, "ha sicuramente delle responsabilità e non può semplicemente scaricare certe incombenze su cittadini che si trovano in difficoltà per fatti di cui non hanno nessuna colpa". Per questo motivo il deputato pone una serie di interrogativi al Governo sulla correttezza di tale modo di fare che "potrebbe perfino avere conseguenze pesanti sul piano giuridico": 

1. La responsabilità e proprietà di base delle targhe è del Cantone. Se tramite tale targa una persona si trova accusata di un’infrazione avvenuta in un momento in cui questa targa era assegnata a qualcun d’altro è veramente corretto che questa persona si debba sobbarcare lavoro, costi e penalità per dei fatti di cui era completamente estranea. Anzi nel caso specifico questa persona a sua insaputa senza alcuna colpa potrebbe perfino essere esposta a situazioni molto spiacevoli qualora si recasse nella nazione estera come ad esempio l’arresto o la confisca del proprio veicolo, cosa che poteva realmente capitare nel periodo settembre 2015-2018. È questa la protezione che fornisce il nostro Stato ai propri cittadini?"

2. È proprio corretto che sia compito della persona che si è vista assegnare dal Cantone una targa che può essere origine di procedimenti all’interno del paese o all’estero di cui è totalmente estranea di dare informazioni, che sono di competenza dei servizi cantonali, come il nome del detentore precedente della targa, a istanze estere?

3. Non sarebbe più corretto che in caso di tali tipi di denunce l’Amministrazione cantonale, quale responsabile delle assegnazioni delle targhe, si assuma direttamente il compito di prendere contatto con le istanze estere fornendo loro le informazioni corrette e complete così da evitare di gravare un proprio cittadino di compiti e costi e perfino del rischio di procedimenti giudiziari per fatti di cui non ha nessuna responsabilità, responsabilità che semmai sta primariamente al detentore precedente e secondariamente anche a chi assegna le targhe cioè il Cantone stesso?

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