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Ticino
Beltraminelli, il DFE, e la vicepresidenza mancata
Redazione
11 anni fa
Il ministro PPD desiderava il DFE. Mentre la vicepresidenza del Governo che spettava a Zali è andata a Beltraminelli

Sguardi sereni, pacche sulle spalle. L’insediamento del Governo, ieri a Bellinzona, poteva far pensare ad un inizio di Legislatura all’insegna dell’armonia. Invece no. Pare che negli scorsi giorni, ci siano già state le prime tensioni tra i neo ministri.

A creare il primo scossone, la questione dell’attribuzione dei Dipartimenti. Martedì sera Paolo Beltraminelli - che fino alla scorsa legislatura aveva diretto il DSS – a meno di due giorni dall’insediamento, ha estratto dal cilindro la richiesta di guidare il Dipartimento delle finanze e dell'economia. Un’idea che il ministro PPD aveva già annunciato negli scorsi mesi. Ma per cambiare Dipartimento c’è bisogno del sostegno degli altri ministri, e Beltraminelli l’ha cercato in via Monte Boglia, in casa leghista.

Ma i colonnelli gli avrebbero risposto picche, visto che la richiesta è arrivata last minute. E così alla fine il DFE è rimasto in mano liberale. Pace fatta? Mica tanto. Perché nella prima seduta di Governo dopo l’attribuzione dei Dipartimenti, all’ordine del giorno c’era la questione presidenza e vicepresidenza del Consiglio di Stato.

In teoria, la presidenza e la vicepresidenza sarebbero dovute andare ai due ministri leghisti. Ma non è andata proprio così, Norman Gobbi sì, è diventato presidente, mentre a Claudio Zali non è stata affidata la vicepresidenza, e al suo posto è andato Paolo Beltraminelli.

Stando ai ben informati la vicenda è stata messa via, dicendo che non si poteva avere due leghisti sia alla presidenza che alla vicepresidenza del Governo. Una regola nuova forse, visto che quando sedevano due liberali in Governo, è sempre avvenuto.

Che ci sia un legame tra il sogno del ministro PPD infrantosi in via Monte Boglia e la mancata vice presidenza del Governo del ministro leghista Zali? A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, diceva Giulio Andreotti.

Christian Fini

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