Cerca e trova immobili
Ticino
"Beltradimissioni" sì o no?
"Beltradimissioni" sì o no?
"Beltradimissioni" sì o no?
Redazione
9 anni fa
PARTECIPA AL SONDAGGIO - Opinioni a confronto. Franscella: "Solo sensazionalismo". Pronzini: "Deve lasciare"

Gli schieramenti politici ormai sono totalmente spaccati sul ruolo di Paolo Beltraminelli sul caso Argo1. C'è chi chiede le sue dimissioni, ritenendolo responsabile dello scandalo, e chi invece chiede invece almeno di aspettare gli esiti di un'eventuale commissione d'inchiesta. Ecco due paresti, diametralmente opposti, di Matteo Pronzini (MPS) e Claudio Franscella (PPD).

Crede che Beltraminelli dovrebbe dimettersi?Matteo Pronzini - Certo che Beltraminelli dovrebbe dimettersi. Noi come MPS lo abbiamo chiesto 3 volte a partire da marzo. Lui è il direttore di un dipartimento dove c'è uno scandalo di proporzioni immense ed è evidente che ogni giorno che passa emergono elementi nuovi e preoccupanti. A questo punto la normale conseguenza è quella di assumersi le proprie responsabilità e lasciare la carica. In altri paesi lo fanno per molto meno, figuriamoci in una situazione come questa, dove il Consigliere di Stato non ha più nessuna credibilità.Claudio Franscella - No e mi sorprende la domanda perché Beltraminelli si è assunto le sue responsabilità, quindi per me deve assolutamente rimanere. Capisco che politici e giornalisti fanno il loro lavoro, ma adesso mi sembra ci sia un accanimento nei confronti di Beltraminelli, che peraltro crea ulteriori pressioni e non aiuta a fare chiarezza in questo delicato momento. Fatto sta che in questa fase non c’è motivo di dimettersi, perlomeno fino a quando tutte le cose in sospeso non saranno chiarite. Vedremo se ci sarà una commissione d’inchiesta, composta da esperti che facciano luce non solo sul DSS ma su tutti i dipartimenti che potrebbero essere coinvolti. E poi a bocce ferme vedremo il da farsi. Ma al momento le richieste di dimissioni sono solo affermazioni sensazionalistiche.

La colpa dello scandalo Argo1 è da attribuire a un singolo o a un intero sistema?MP - Penso che vi sia un problema di fondo, come già segnalato in altri ambiti, ed è quello dei mandati diretti. Un sistema in cui ogni dipartimento ha la possibilità di favorire amici e conoscenti. Mi sembra chiaro questo modus operandi, figuriamoci in un settore come quello degli asilanti dove ballano milioni di franchi che i responsabili possono dirottare a piacimento come nel caso di Argo1. E' un sistema che è marcio e per questo va cambiato dalle fondamenta.CF -Quello che mi fa più paura è che ci sia proprio un sistema di controlli interni che non ha funzionato a dovere. Un coinvolgimento trasversale tra chi doveva pagare la ditta, chi l’ha autorizzata e chi l’ha selezionata che merita chiarezza, attraverso una serie di lavori approfonditi, come auspichiamo succeda con l’eventuale commissione d’inchiesta.

Come fare per evitare il perpetrarsi di queste situazioni in futuro?MP - L'elemento comune di tutte le situazioni venute alla luce in questi anni sono le denunce dei dipendenti, che dopo tanti rospi ingoiati vuotano il sacco. Ed è per questo che questi dipendenti hanno bisogno di più diritti e tutele per poter segnalare tutta una serie di situazioni di malagestione da parte dei loro dirigenti, che siano in ambito privato che pubblico. Queste situazioni sono a mio modo di vedere la conseguenza di una logica aziendalista che viene sempre più applicata anche dal settore pubblico. Logiche dove i funzionari dimenticano che devono rispettare le leggi ed essere al servizio della collettività e che per questo devono essere azzerate.

CF - Questa è l’occasione giusta per capire come sono potute accadere leggerezze o mancanze di questo genere nel sistema di controllo. Aspettiamo di capire quali siano stati i motivi e poi agiremo di conseguenza.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata