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Ticino
Bellinzonese: qui gli sprayer sono in regola
Redazione
18 anni fa
Il progetto che destina spazi ad hoc per giovani graffittari ha dato i suoi frutti: i danni agli stabili pubblici sono diminuiti dell'80%

Sono giovani e soprattutto sprayer, che con tanto di bombolette di vernice colorata, esprimono i loro sentimenti, disagio, o rabbia sui muri di edifici pubblici. Ma per loro, come risposta al disagio giovanile, è nato un progetto nel Bellinzonese all’incirca un anno e mezzo fa in collaborazione con la polizia cantonale e la divisione delle costruzioni del Dipartimento del Territorio. L’idea, scrive oggi la Regione, è nata da due ragazzi che un giorno hanno bussato alla porta del consigliere di Stato Marco Borradori e da allora i danni agli edifici pubblici sono diminuiti dell’80%. L’idea è stata ben accolta dal Cantone, e i dati oggi lo confermano, tanto più che gli sprayer non sono per nulla un fenomeno arginato… Tra il 2006 ed il 2007 ci sono state ben cinque distinte inchieste - denominate Notte, Notte 1, Tenebre, Castello e Castello 2 - che hanno portato alla denuncia di 44 giovani ed alla redazione di 205 querele. I danni? Ingenti. Si parla infatti di 360mila franchi di danni a stabili di diversi comuni del Bellinzonese. I giovani graffitari che nell’arco di un anno e mezzo si sono rivolti a questa iniziativa per dare libero sfogo al proprio estro creativo, senza infrangere per questo la legge, sono una ventina. Per lo più sono giovani studenti tra i 14 e i 15 anni, ma non manca anche un 38enne ticinese che vive a Zurigo. “L’azione sta dando i suoi frutti - dice dalle colonne della Regione Arno Ceschi della Gendarmeria territoriale di Bellinzona nonché responsabile del progetto -, ma non ci aspettavamo certo questi risultati. I reati sono in netto calo, i giovani che decidono di uscire allo scoperto e dunque praticare la loro arte in libertà son per contro sempre di più. Qualche firma per così dire abusiva c’è ancora, bisogna ammetterlo. Tuttavia si tratta di mosche bianche. Non possiamo pertanto che ritenerci soddisfatti di quanto fatto finora”. Gli sprayer “in regola” attualmente possono dipingere in due sottopassi autostradali a Galbisio, in uno a Monte Carasso, in un altro a Carasso, in due viadotti a Castione e sui piloni del ponte sul fiume Moesa dalle due parti. E presto potranno dipingere anche sotto il ponte di Gudo. I giovani che vogliono dare libero sfogo alla propria creatività devono rivolgersi agli uffici cantonali preposti che a loro volta li indirizzano alla Gendarmeria territoriale. “La collaborazione con il Dipartimento del Territorio è ottima. Il nostro compito è quello di identificarli e di concedere un’autorizzazione scritta che consenta loro di fare graffiti in un determinato posto, che peraltro scegliamo assieme”, termina Arno Ceschi. “Don’t worry, be happy Police!”, si è letto un po’ di tempo fa nel sottopassaggio di Carasso. Insomma, la scritta parla da sé!

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