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Ticino
Bellinzona: vero figlio cattura falsa nipote
Redazione
13 anni fa
Una 24enne che stava raggirando un'anziana coppia è stata rincorsa, acciuffata e consegnata alla Polizia dal figlio dei due

I nipoti erano falsi, ma per fortuna che almeno il figlio era vero. Un raggiro è stato sventato in modo alquanto movimentato, ieri nel quartiere Pratocarasso a Bellinzona.

Secondo quanto riporta La Regione, un uomo è riuscito a rincorrere, acciuffare e consegnare agli agenti di Polizia una 24enne straniera che stava truffando i suoi genitori.

Il tutto era iniziato ieri in mattinata, quando uno sconosciuto ha chiamato la coppia di anziani, 85 anni lui e 76 lei, presentandosi come "il nipote". La donna ha pronunciato il nome di un proprio nipote e allora il truffatore ha cercato di assumerne le "sembianze telefoniche", spiegandole di avere urgente bisogno di 30-40mila franchi per saldare un debito. Soldi che sarebbero stati restituiti già il giorno seguente.

L'anziana, inizialmente titubante, ha poi accettato di dare al presunto nipote 15mila franchi. È andata a prelevare i soldi in banca ed è tornata a casa, in attesa del parente.

A mezzogiorno a casa della coppia è però giunto il figlio. Il quale, vista la busta, ne ha chiesto il motivo ai genitori. Scoprendo che i soldi erano destinati a un parente, ha allora telefonato al cugino, ma questi si è detto ignaro della faccenda. Il figlio ha quindi allarmato la polizia. Nel frattempo all'uscio di casa era giunta una 24enne, che avrebbe dovuto ritirare i soldi per conto del nipote.

La ragazza, vista la presenza del figlio, ha mangiato la foglia e si è data alla fuga a piedi. L'uomo l'ha prontamente rincorsa, acciuffata e consegnata agli agenti giunti poco dopo.

Non è dato sapere se anche il falso nipote sia stato individuato e/o arrestato. La Regione precisa però che i due anziani sono sotto shock.

La notizia dell'arresto è stata confermata oggi da Ministero pubblico e Polizia cantonale, i quali specificano che la donna potrebbe essere coinvolta in altri episodi simili. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Zaccaria Akbas.

Inoltre, con l'obiettivo di mantenere alta la guardia in particolare in questo periodo dell'anno, dove si registra generalmente un incremento di tentativi di questo genere di truffe, Polizia e Ministero pubblico indicano come si sviluppa e quale il comportamento migliore da adottare in questi casi:

"La vittima viene contattata telefonicamente da una persona che, dopo averle carpito abilmente informazioni riguardanti la sua sfera privata, si fa passare per un nipote od un parente lontano che vive altrove e non vede da diverso tempo. Una volta stabilito questo legame palesano l'impellente bisogno di denaro per concludere un affare che altrimenti sfumerebbe. Mettendo una grossa pressione legata allo scarso tempo a loro disposizione (poche ore per concludere la trattativa) cercano di spingere la vittima ad effettuare immediatamente un prelevamento che è sempre di una certa entità (diverse migliaia di franchi) o a farsi consegnare gioielli, ori e preziosi. Per evitare sgradite sorprese, la Polizia cantonale invita a diffidare d'improvvisate telefoniche. Non farsi mettere fretta nel prendere decisioni e valutare attentamente la situazione e nel limite del possibile effettuare di persona telefonate di verifica. Non bisogna farsi scrupoli a palesare dubbi sulla situ azione con l'interlocutore e non si deve accettare che siano terze persone a ritirare il denaro. Si invitano pure familiari, parenti e curatori ad informare verbalmente e dettagliatamente gli anziani su questo tipo di truffe e sui consigli per poterle riconoscere ed evitare. Inoltre, è importante avvisare tempestivamente la Polizia cantonale allo 0848/25.55.55."

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