
Non è una paese per vecchi. O forse si? Dove possono andare i giovani abitanti di Bellinzona se l'unica sede che in passato era un centro giovanile verrà in breve tempo demolita? Si fa spazio per un nuovo parco, a quanto pare. E allora via con proteste, raccolte firme, al grido di : "50 bordelli e nessun centro giovanile". "È ovvio, cinquanta bordelli è un'iperbole, uno slogan, ma non è affatto un'esagerazione dire che Bellinzona è l'unica città del Ticino senza centri giovanili, che è una città morta", spiega al Caffè Janosch Schnider (22), coordinatore cantonale del Sisa (Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti). E' stato proprio lui a lanciare la petizione per salvare la casetta ex-Zoni. Schnider traccia un quadro della condizione giovanile della capitale desolante: "Bellinzona non è una città per giovani: per noi non ci sono luoghi, non ci sono proposte, tutto è privatizzato, basti pensare che persino l'ingresso al carnevale è aumentato a 40 franchi. Non è un paradosso, non è un'iperbole dire invece che i giovani per bere una birra sono costretti a finire nei bordelli, che non saranno cinquanta nel Bellinzonese, ma quasi". In verità sono numeri che non hanno un reale riscontro; i locali di quel genere infatti, fra Bellinzona e periferia, non arrivano a dieci. Ma la questione del centro giovanile sta proprio a cuore a questi giovani che portano avanti slogan del tipo: "O casetta o casotto".La casetta autogestita fino al 2004, più volte ristrutturata, era stata chiusa qualche anno fa. E dire che sono stati aperti ben 16 centri giovanile in tutto il Ticino negli ultimi anni. Dimostrazione questa che si tratta di una realtà importante per il mondo giovanile e che soprattutto funziona... in tutto il cantone, tranne che a Bellinzona. Dove forse adesso qualcosa sembra mutare."Mi piace che siano gli stessi giovani a chiedere un centro: lo vogliamo anche noi - ribatte la municipale ppd Flavia Maroni al settimanale della domenica -. Ci siamo accordati per destinare un piano del nuovo stabile della Fondazione Ingrado, proprio per i giovani. Si tratta di una palazzina che sorgerà vicino alle scuole, che avrà ovviamente un accesso autonomo, orari ben definiti e una persona di riferimento, visto che le esperienze di autogestione che abbiamo avuto in passato hanno mostrato tutti i loro limiti".Il progetto è però ancora nella fase iniziale. "Nel frattempo - aggiunge Maroni - abbiamo avviato l'iniziativa Piazza Aperta, con un bus che funge da centro mobile, iniziativa che ha dato buona prova, funziona e che si è ampliata a sette Comuni". Niente da fare però per la casetta ex-Zoni: "È fatiscente - precisa Maroni- e quell'area è destinata a verde pubblico". Decisione che però non trova del tutto concorde il sindaco Brenno Martignoni.Chi vivrà, vedrà.
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