
Bellinzona potrebbe diventare la prima città del Cantone senza cartelloni pubblicitari.
Almeno negli auspici del consigliere comunale di Bellinzona Vivibile Luca Buzzi, che in un'interpellanza presentata oggi al Municipio propone di sostituire gli attuali pannelli pubblicitari con delle superifici per valorizzare progetti culturali, attività locali e altre forme di creatività a scopo non lucratico.
Nel testo inviato al Municipio di Bellinzona Buzzi esordisce scrivendo che "in occasione della Giornata mondiale senz’acquisto dello scorso 28 novembre 2015 alcune associazioni hanno promosso nelle principali città della Svizzera romanda un’azione con la quale hanno ricoperto con poster ed opere d’arte i cartelloni pubblicitari che abbondano lungo le strade. Con questa azione hanno voluto principalmente denunciare il consumismo e l’ideologia pubblicitaria, ma anche segnalare che le casse pubbliche intascano soldi da pubblicità spesso problematiche, subdole ed ingannevoli."
Buzzi ricorda poi che "con un’interpellanza a livello comunale già era stato a suo tempo segnalato il problema che suscitano certi cartelloni pubblicitari usati come esca per adescare il consumatore attraverso immagini di corpi femminili seminudi o con immagini e slogan impropri non certo educativi agli occhi dei bambini. Pure un’interpellanza a livello cantonale già denunciava il pericolo che questi cartelloni provochino invece la disattenzione degli automobilisti con rischio di creare incidenti."
Il consigliere comunale di Bellinzona Vivibile pone quindi una lunga serie di domande al Municipio:
"Quanti sono nel nostro Comune i pannelli pubblicitari?"
"Quanti su suolo pubblico e quanti su suolo privato?"
"Esistono criteri per l’autorizzazione alla posa di pannelli pubblicitari e, in caso affermativo, quali sono?"
"In passato ne è già stata negata l’autorizzazione? Se si per quale motivo?"
"Quanto ha incassato il Comune negli ultimi cinque anni per la concessione dell’autorizzazione per la posa di pannelli su proprietà private? Quanto per ogni posa?"
"I pannelli ubicati su suolo pubblico sono di proprietà della città, che ne ricava un affitto, o delle società di affissione che pagano per la loro posa?"
"Quanto ha incassato negli ultimi cinque anni il Comune per l’affitto annuale e/o la posa di pannelli pubblicitari su suolo pubblico?"
"Pensando alle conseguenze ecologiche e sociali negative create da un consumismo sfrenato, non sarebbe ipotizzabile di rinunciare a queste entrate ed utilizzare per contro queste superfici per valorizzare progetti culturali, attività locali ed altre forme di creatività a scopo non lucrativo?"
Buzzi conclude ricordando, a questo proposito, "che migliaia di persone della regione sono impegnate in lavori di volontariato in associazioni culturali o di aiuto umanitario, nella formazione di giovani, di svago per adulti e piccini, nel soccorso, ecc., lavori svolti senza rimunerazione e a grande vantaggio anche della comunità locale."
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