
"Non sono io quello, non ne sapevo niente!". Nel corso del processo a un 20enne, iniziato ieri in Pretura penale a Bellinzona, è spuntata una precedente condanna a carico del giovane, per lesioni gravi, con tanto di alcuni giorni di detenzione Oltralpe. Ciò che rappresenterebbe un'aggravante, visto che il 20enne compare a giudizio per un altro episodio simile, ovvero un pugno in faccia sferrato ad un dipendente di una banca di Biasca, nel dicembre 2011. Ma il giovane si è difeso dicendo di non sapere nulla di quella condanna: non sarebbe lui la persona implicata, bensì un suo omonimo.
E quindi il dibattimento, come riporta La Regione, è stato sospeso quasi subito dal giudice Siro Quadri, il quale intende sincerarsi se quanto sostenuto dall'imputato corrisponde al vero. Il processo verrà riaggiornato prossimamente.
Intanto, in quella frazione di processo tenutasi ieri a Bellinzona, è emerso che il giovane aveva sferrato il pugno al banchiere non per rapina, ma per un regolamento di conti in seguito ad un precedente diverbio tra i due. La procuratrice pubblica Chiara Borelli ha chiesto per il 20enne una pena pecuniaria di 70 aliquote giornaliere da 30 franchi, sospesa con la condizionale per due anni.
Ma prima di proseguire il dibattimento, e arrivare alla sentenza, il giudice dovrà quindi accertarsi se quel precedente episodio sia stato realmente opera dell'imputato o se non si tratti di un clamoroso caso di omonimia.
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