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Ticino
Bellinzona: "Non mandate a scuola i bambini malati"
Redazione
13 anni fa
Un "problema sociale" affligge le Scuole dell'infanzia. "Troppi genitori rimandano in classe i bambini anche se non sono guariti. Fan male agli allievi e decimano i docenti"

Troppi bambini vengono rimandati a scuola malgrado non si siano ancora rimessi da raffreddore, influenze o malattie varie. Un problema contro il quale ora le Scuole dell'infanzia di Bellinzona hanno deciso di intervenire. Perché oltre a decimare le classi e il corpo insegnante, le epidemie che possono trasmettere questi bambini non ancora guariti si scontrano con la penuria di supplenti. Una situazione "che va a svantaggio di tutti, allievi compresi", secondo quanto affermato su La Regione dal direttore dell'Istituto scolastico di Bellinzona, Paolo Martini.

"Non vogliamo punire nessuno, piuttosto l'intento è di sensibilizzare" spiega Martini in merito alla lettera circolare inviata ai genitori engli scorsi giorni. Uno scritto che richiama alle disposizioni federali sulla sanità, in particolare alle leggi sulle malattie trasmissibili e sul promovimento della salute pubblica. Nel testo si legge che "i bambini che risultino ancora affetti da disturbi visibili, possono essere respinti dal docente."

"C'è la tendenza, soprattutto nella Scuola dell'infanzia, a rimandare in classe i bambini anche se non sono guariti" afferma Martini. "Le norme federali, stabilite in accordo con dottori, richiedono ad esempio che gli allievi prima di rientrare debbano non avere avuto febbre per almeno 48 ore e non presentare disturbi come vomito, diarrea o starnuti continui. Capita invece di trovarsi in aula bambini con uno o più di questi sintomi."

"Non sono genitori snaturati" prosegue Martini. "Spesso si tratta di famiglie in cui padre e madre lavorano e quando il figlio si ammala non sanno a chi lasciarlo in custodia. Un problema sociale, direi, più che scolastico."

"Mandare prematuramente i figli in classe non è corretto per i compagni, ma nemmeno per i docenti e tutto il personale che lavora a scuola" aggiunge ancora Martini. "Non è che la scuola voglia lasciare a casa i bambini, qui si tratta di fare i loro interessi. Capita poi spesso che si debbano chiamare i genitori per dire loro di venire a prendere i figli perché stanno male. Inoltre al momento c'è parecchia difficoltà a reperire supplenti. Una situazione che va a svantaggio di tutti, allievi compresi."

L'invito degli Istituti scolastici di Bellinzona è quindi semplice. "Chiedere informazioni: forse molti genitori dei piccoli non conoscono ancora l'ampia rete di sostegno che esiste. Ma la scuola non può accudire anche le famiglie."

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