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Ticino
Bellinzona: niente Bacchica
Redazione
13 anni fa
La società organizzatrice getta la spugna. Gli inquilini del centro storico hanno vinto. Bellinzona sempre più silenziosa

È ufficiale: Bellinzona sarà ancor più silenziosa di quanto non lo sia già. Silenziosa e triste. Infatti quest’anno mancheranno i festeggiamenti della Bacchica che si sarebbero dovuti tenere il 5-6-7 e 8 settembre. La notizia ufficiale è giunta oggi durante la conferenza stampa tenuta all’hotel Unione. I responsabili della festa legata alla vendemmia e all’uva, una festa fortemente legata alle nostre tradizioni, hanno deciso di gettare la spugna. I motivi sono gli orari imposti dal Municipio per la chiusura della festa. Il venerdì ed il sabato infatti mezz’ora dopo la mezzanotte tutto dovrà essere spento e il silenzio dovrà regnare sul centro città. Questo per non disturbare la quiete di coloro che hanno deciso di vivere in centro e che hanno mosso tutto quel che legalmente poteva essere mosso per far valere le proprie ragioni. La Bacchica aveva ottenuto il permesso del Municipio di poter tenere aperto fino alle 2 del mattino, ma gli inquilini del centro, tramite l’associazione ADICS, avevano ricorso. Nell’agosto 2012 il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il ricorso, modificando la decisione del Municipio. Gli orari autorizzati quindi prevedevano la chiusura della manifestazione a mezzanotte e mezza. Gli organizzatori della Bacchica avevano chiesto alle autorità una deroga agli orari. Il Municipio aveva chiesto il parere degli inquilini, i quali si sono opposti. Ecco quindi che il Municipio ha confermato, pochi giorni fa, gli orari. Un’ora e mezza in meno di festa che, secondo gli organizzatori, sarebbero causa di mancati introiti. Questo minor guadagno risulterebbe decisivo ai fini della decisione di non organizzare la Bacchica. Una decisione che farà sicuramente piacere agli inquilini che vivono all’ombra di Castelgrande, ma che non piacerà alle migliaia di persone che in questi giorni hanno manifestato, soprattutto su Facebook, il loro disappunto. Non sono mancate nemmeno le prese di posizioni politiche, che sottolineano come Bellinzona sia diventata ostaggio di pochi. Leggi qui per saperne di più.Bellinzona città morta. Bellinzona che proporrà molto meno di quel che potenzialmente potrebbe offrire. Basti ricordare i fasti di metà anni ’90, con eventi che, da Piazza Blues di giugno fino a Feedback di settembre davano lustro alla Capitale. Una città che negli anni ha visto nascere altre manifestazioni, grazie all’impegno di molti. Manifestazioni che però, grazie all’impegno di pochi, stanno lentamente scomparendo. Il centro di Bellinzona è quindi un centro “grigio”. Così lo vogliono i suoi abitanti. L’analogia si impone. MM

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