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Ticino
Bellinzona: mobbing in polcomunale? Ecco la lettera
Redazione
16 anni fa
Rocco Taminelli, avvocato di due agenti, scrive al comandante Ivano Beltraminelli

Non c’è pace per la polizia comunale di Bellinzona. In quest’ultima puntata di una telenovela che si trascina da anni, aleggia addirittura lo spettro del mobbing. Un ispettore e un sergente della polizia si sono rivolti all’avvocato, nonché capogruppo PPD in Consiglio comunale, Rocco Taminelli, in seguito a due colloqui, avvenuti il 7 e l’8 settembre, con il comandante della polizia Ivano Beltraminelli. L’avvocato Taminelli ieri ha inviato una dura lettera sia al comandante che ai sette municipali. Leggiamo. “Nessuno dei due agenti – scrive il legale a Beltraminelli – ha compreso l’esigenza di servizio dei colloqui. Si è trattato di incontri per muovere loro rimproveri generici, in relazione ai rapporti interpersonali che essi intrattengono con lei, in particolare a seguito dell’avvio dell’audit sulla polizia e dell’apertura dei concorsi per le nuove funzioni”. Concorsi, aggiungiamo noi, congelati in Municipio. Nel colloquio avuto con il sergente, scrive ancora Taminelli al comandante, “lei avrebbe proferito maldicenze sul conto dei suoi familiari e proferito pesantissime e ingiustificate allusioni circa la famiglia dell’ispettore”. Accuse che secondo l’avvocato sono state in parte sentite anche da terzi. Inoltre il comandante, sempre stando alla lettera, avrebbe contestato via e-mail un’ora di straordinari all’ispettore. Ora regolarmente annunciata, secondo Taminelli. Quindi, l’affondo: “Inutile dire – scrive il legale dell’ispettore e del sergente - che per il clima che attualmente regna in polizia, i due agenti si sentono minacciati e hanno purtroppo fin troppo chiara l’impressione che nei loro confronti si stia iniziando un’attività di mobbing”. Lo scritto si conclude con due richieste: lo scopo dei colloqui e le scuse. Per Brenno Martignoni si tratta dell’ennesima dimostrazione che qualcosa non va nella polizia comunale. “Se le accuse mosse nella lettera del patrocinatore risultassero vere – spiega il sindaco di Bellinzona – sarebbe una cosa molto grave. In ogni caso ho immediatamente chiesto un rapporto al comandante per conoscere la sua versione dei fatti”. Lunedì se ne riparlerà in Municipio. Intanto però Martignoni sposta le responsabilità anche su Mauro Tettamanti. Secondo il sindaco, al municipale, va tolto il dicastero polizia: “Credo che a questo punto bisogna valutare la possibilità di anticipare quanto proposto nella riforma dei dicasteri. E anticipare il passaggio della polizia sotto l’amministrazione generale”, conclude il sindaco. Dicastero gestito dallo stesso Martignoni. I Verdi: “Il comandante faccia un passo indietro. Ma la colpa è del Municipio”. Sulla vicenda ha preso posizione anche il consigliere comunale dei Verdi Sergio Savoia. “La telenovela della polizia comunale di Bellinzona – si legge in una nota stampa - si è arricchita di un ennesimo, mortificante capitolo. Non reagire di fronte a questo ennesimo colpo alla credibilità dell’esecutivo, significherebbe rendersene complici”. “Riteniamo – prosegue il comunicato - che per il comandante della polizia, non esistano le premesse necessarie per poter svolgere il proprio ruolo. Il senso di responsabilità impone che egli faccia un passo indietro, per favorire una soluzione ormai improcrastinabile: la cittadinanza guarda con crescente preoccupazione a quanto sta succedendo nel corpo di polizia”. “D’altro canto – scrive ancora Savoia - la situazione non sarebbe arrivata a questo punto se il Municipio non avesse dato l’ennesima, desolante prova d’incompetenza e litigiosità. Al passo di responsabilità del comandante si dovrebbe dunque accompagnare quello dell’intera compagine municipale. Purtroppo è improbabile che questo avverrà. Cogliamo quindi l’occasione per assicurare all’esterrefatta popolazione di Bellinzona che, non appena il Gran Consiglio avrà approvato la modifica di legge per la revoca dei municipi (cosa che

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